Finalmente un’università utile: quella che insegna a flirtare

Sfiorare il braccio al cinema, mandare il messaggio “è stato bello” dopo una cena, accompagnare il partner fino al portone di casa. Sono alcune delle regole dell’università del flirt di Essen, in Germania. Per l’arte del corteggiamento non è mai stata tanto in crisi

Laureato

Una scena dal film “Il Laureato” (Usa, 1967)

12 Novembre Nov 2016 0830 12 novembre 2016 12 Novembre 2016 - 08:30

Imparare a flirtare è come imparare le buone maniere. O come frequentare un corso di diritto pubblico. Se ci fosse un’università che insegna come sedurre chi ami? C’è, in Germania. Risultati garantiti al cento per cento, e poi, chissà, vestito bianco e fedi al dito – almeno così dice la brochure. Ha una parte teorica e una pratica. Una scuola guida per il flirt, dove bisogna studiare delle regole. Sfiorare il braccio durante un film al cinema, mandare il messaggio “è stato bello” dopo una cena insieme, accompagnare il partner fino al portone di casa. Che a prendere l’iniziativa sia un lui o una lei, perché tanto, fare il filo, dichiararsi, spetta agli uomini e alle donne in dosi di coraggio e responsabilità ugualmente distribuite.

Una macchina di assistenti che curano ogni espressione del volto, ogni parola, e preparano l’attore seduttore per l’ingresso in scena. Più o meno questa è l’idea di Horst Wenzel, biondo, spigliato, 27 anni, di Essen. Ha fondato l’Università del flirt dopo una relazione finita in disastro e ne ha fatto ragione di vita: ora c’è un coach di corteggiamento a Colonia, Amburgo, Monaco di Baviera e in altre città tedesche e tutti hanno il loro carico di lavoro. Vengono prenotati dal cliente, devono aiutarlo a entrare in contatto con l’oggetto del desiderio e a far concludere il tutto in una relazione felice. Se sceglie il corso più costoso, lo studente viene anche ripreso con una telecamera nascosta durante gli appuntamenti. Il girato viene analizzato, gli errori corretti. Il giovane Wenzel ha formato un team di professionisti della comunicazione, psicologi, personal trainers. Un esperto di sesso e uno studioso del tono di voce. Si organizzano anche corsi di gruppo: per banchieri, donne single sopra i 50 anni, venditori di profumi.

L’amore come la patente per l'automobile: bisogna studiare i segnali, stare attenti ai divieti. Se ci fossero regole standard per conquistare una persona sarebbe tutto meravigliosamente facile. Ma ogni rapporto è diverso. Casomai, l’unica legge è essere naturali. Ricostruire questa spontaneità persa dietro i no ricevuti nel passato e l’ansia di non riuscire. Si può davvero insegnare questo? Sarebbe come se l’ars amandi consistesse nel ripetersi come un mantra delle istruzioni: “ora prendigli la mano, poi vi guardate negli occhi”. Horst Wenzel detta le linee guida: se una persona si sente sola, sbaglia su tutta la linea e non può essere attraente. Alcuni entrano in fissa con chi li affascina e dimenticano la loro vita. Intere notti a studiare commenti e mi piace Facebook. E falliscono, perché mostrano la loro insicurezza.

Se sceglie il corso più costoso, lo studente viene anche ripreso con una telecamera nascosta durante gli appuntamenti. Il girato viene analizzato, gli errori corretti

I secondi più difficili sono quei pochi, cinque, dieci, prima del bacio. Come produrre questa sospensione di tempo così romantica da rendere l’altro pronto per l’atto culmine del flirt, neanche Wenzel lo sa spiegare. Purtroppo non va tutto come nei film di Hollywood – si giustifica - in cui magari c’è una lei che si avvicina a un lui (o viceversa) e gli dice ehi, honey, kiss me. Ma quello che non si può davvero insegnare è come capire se una persona ci sta provando. «Forse abbiamo perso il significato della gentilezza, perché non siamo capaci di distinguerla dal desiderio», riflette il giovane tedesco. L’attrazione è ambigua. Cercare il contatto fisico, mettere il braccio sullo schienale della sedia dell’amato, ridere anche se una battuta non è divertente. Chiamare spesso per nome. Sono gesti che possono significare di tutto, gli esperti di linguaggio del corpo avvisano.

Materia ardua, soprattutto perché, fra le app di dating e il rischio di precipitare nello stalking, anche l’arte delle schermaglie amorose è in crisi. Il blog dell’università di Wenzel ha milioni di lettori al mese. La gran parte ci arriva digitando sulla barra ricerche di Google domande esistenziali: “ho poca autostima, non so approcciare qualcuno”, “sono troppo timido per flirtare” oppure “come conquistare un Capricorno”, “come non spaventare un ragazzo”. Negli ultimi anni, poi, gli incontri online hanno complicato tutto e i clienti chiedono a Wenzel come migliorare l’humor nelle chat, quante emoticon è opportuno usare.

Come se non ce ne fossero già abbastanza, si fa strada una nuova paura del corteggiamento: quella di essere presi per degli stalker

Nel frattempo, si fa strada una nuova paura del corteggiamento. Come se non ce ne fossero già abbastanza. Di solito è quella del rifiuto. Ma ora è anche quella di assillare. Non scrivo troppi messaggi per non sembrare uno stalker. Stalker uguale disperato. Disperato uguale molestatore. In Germania le leggi anti-stalking esistono da anni e sui media si parla molto del problema. Quando è che semplici gesti come regalare dei fiori diventano intrusioni nella vita privata? Così, scatta il terrore di invitare qualcuno a prendere un caffè, o di bere alcol a un appuntamento, per non diventare fastidiosi. La sorpresa di andare sotto casa dell’altro e dire “avevo voglia di vederti” la si fa solo se si è molto sicuri di essere ricambiati. Tanto più che to stalk in inglese significa proprio fare la posta. Il flirt è nei nostri geni, lo fanno anche gli animali. Non si può imparare come una ricetta di cucina, ma ora è in crisi, e allora forse lo si può reimparare.

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