La Nato rivela i "cavalli di Troia" di Putin in Europa, ma ne dimentica uno

Il paper spiega come politici e partiti europei lavorino, in realtà, per conto del Cremlino. Allo scopo di indebolire l’Europa, ad esempio, avrebbero fatto la Brexit. Lo studio è accurato, ma si scorda di citare il più grande alleato di sempre

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21 Novembre Nov 2016 1101 21 novembre 2016 21 Novembre 2016 - 11:01

È ufficiale: nei Paesi europei ci sono partiti politici che anziché cercare di fare il bene dei loro cittadini, sono dei cavalli di Troia di Vladimir Putin. Lo scrive, nero su bianco, l’Atlantic Council, cioè la Nato (cioè l’organismo creato in opposizione al mondo comunista e che ora Trump vorrebbe smantellare).

Lo fa in un paper molto preciso: in una trentina di pagine si spiega la strategia di infiltrazione del Cremlino, si elencano i nomi dei partiti e dei politici coinvolti e si analizzano le strategie e le scelte politiche alla luce di questa alleanza sotterranea. Volete un esempio? La Brexit: “La decisione dell’elettorato [inglese] di lasciare l’Unione Europea nel giugno 2016 viene vista con favore dal Cremlino, proprio perché indeboliva in generale la Ue e rendeva più semplice l’uscita dall’unione di altri Stati. Un’Europa frammentata rende più semplice per la Russia dominare i singoli stati e indebolire il rapporto Usa-Europa”.

Non per niente tra i più ardenti filorussi elencati in quella che somiglia più a una lista di proscrizione che a uno studio politologico, figura l’Ukip di Nigel Farage, grande sostenitore della Brexit. Stupisce però di trovare anche il partito Conservatore di Cameron (Theresa May sembra ispirare più fiducia, anche se la diffidenza è forte) in particolare a causa di alcuni parlamentari come Daniel Kawczynski e Robert Halfon, e soprattutto di vedere il nome di Jeremy Corbyn, leader del Labour: “dimostra tendenze filo-russe e filo-iraniane, e legami profondi con Hamas e altri gruppi terroristici”. Corbyn “in via ufficiale ha fatto campagna per il Remain, ma in un modo così riluttante da suggerire che le sue vere simpatie fossero per la Brexit”. Il dubbio che volesse evitare il trionfo/vittoria di Cameron non sfiora nemmeno il cervello di questi sedicenti analisti?

Ma la piovra di Putin si estende anche in altri grandi Paesi europei: in Francia, ad esempio, dove il Front National della Le Pen ha ricevuto e riceve finanziamenti sostanziosi da Mosca, e forse in cambio riceve appoggio “politico” per l’annessione della Crimea (e questo è documentato). Ma secondo il documento va considerato filorusso anche l’atteggiamento “della sinistra estrema” di Melenchon, che apprezza lo slancio souverainiste di Putin, o le politiche di molti esponenti del centrodestra repubblicano, come Dominiq de Villepin, François Fillon, Jean de Boishue, amici di Nicolas Sarkozy, e dello stesso Sarkozy: tutti legati soprattutto da un vincolo economico-produttivo (sono tante le aziende francesi come Thales, Dassault, Alstom, Total, Areva, Gaz de France, Danone, Leroy-Merlin, Auchan, Yves Rocher, Bonduelle che hanno legami con la Russia e con l’inner circle putiniano) che appare saldissimo. Perfino tra i socialisti figurano attivisti pro-Putin, ma non – questo consolerà Washington – il presidente François Hollande.

E l’Italia? Il documento non sembra preoccuparsene, tanto che non viene citata nemmeno una volta. Da una mappa messa a corredo del paper, però, si evince che almeno due soggetti politici nostrani sono caduti nella rete di Putin: uno è la Lega Nord di Salvini (e fin qui nessuna sorpresa). L’altro sarebbe il Partito Democratico – o, per essere più precisi, alcuni esponenti del PD. E chi saranno mai? Il documento purtroppo non si occupa delle faccende italiche, ed è un peccato (ma era inevitabile: non ne sarebbero mai usciti vivi), per cui i nomi restano avvolti nel mistero. Ma una cosa è certa: lo studio è stato fatto con estrema superficialità. Per andare a pescare nomi e cognomi di politici collusi con Mosca non ha visto la trave nell’occhio (nostro), ha tralasciato la vera mucca nel corridoio, per dirla con Pier Luigi Bersani, ha ignorato il più grande amico/alleato/ di Putin in tutto il mondo, che è lì, che spunta proprio dietro di lui.

Come è possibile, per dio. Come?

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