Think different: la semplicità è creativa

Come essere semplici senza risultare banali? Risponde l’uomo che responsabile della celebre “i” dei prodotti Apple, Ken Segall

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21 Novembre Nov 2016 1548 21 novembre 2016 21 Novembre 2016 - 15:48
Tendenze Online

Ken Segall è autore del bestseller Insanely Simple. È stato Direttore Creativo di grandi agenzie pubblicitarie e ha collaborato per 12 anni con Steve Jobs, prima per NeXT e poi per Apple, contribuendo alla sua rinascita dopo il 1997. Ha partecipato alla creazione della memorabile campagna “Think Different” e della celebre ‘”i” associata ai prodotti Apple, rivestendo un ruolo centrale nel rilancio di un’azienda in crisi diventata un modello e un caso di successo mondiale.

Nei suoi libri sono presenti una serie di esempi pratici che aiutano ad avere una visione reale su come applicare il dogma della semplicità e che sono quindi un valido spunto per provare a pensare in modo più minimalista. I campi di applicazione vanno dal semplice messaggio via email alla conversazione con il capo, dal tono della telefonata al documento da condividere con i collaboratori. Lo abbiamo incontrato al World Business Forum di Milano e abbiamo sfruttato l’opportunità per approfondire i temi di cui tratta.

CENTODIECI: Il suo motto è la semplicità, semplice è facile: ma come evitiamo il rischio della banalità?

SEGALL: Credo che Einstein abbia detto che tutto deve essere semplice ma non troppo semplice, ritengo sia qualcosa che ogni azienda debba giudicare al suo interno. Alcune persone pensano per esempio che Apple faccia le cose in maniera troppo semplice, che si debba avere la possibilità di personalizzare ulteriormente e per questo si pensa che semplice non sia abbastanza buono. C’è sempre un dibattito intorno a questo, Apple ha scelto la sua strada e ha ottenuto molti clienti fidelizzati, ma al tempo stesso ci sono persone che dicono che non comprerebbero mai un prodotto Apple proprio per questo. È una decisione interna a ogni azienda, c’è una vera e propria skill nella semplificazione; nessuno vuole le cose troppo semplici e quindi banali. È proprio qui che entra in gioco la capacità di ciascuno, se semplifichi senza perdere le qualità del tuo prodotto stai facendo un buon lavoro, se semplifichi ma perdi in usabilità allora devi rivedere ciò che hai fatto.

CENTODIECI: Può darci 3 consigli pratici di situazioni comuni in cui l’approccio normalmente adottato risulta essere complesso mentre applicando i principi di semplicità risulterebbe migliorato?

SEGALL: Trovarne tre è difficile, ma vediamo. Molti ritengono che il fatto di dare una maggiore opportunità di scelta alle persone significhi dargli un migliore servizio, ma non è sempre così. In realtà stai rendendo le cose complicate a loro e le stai complicando a te stesso perché devi fare un maggior lavoro sia in fase di preparazione che in fase di analisi...


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La nostra intervista a Ken Segall

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