Brunello Cucinelli: “Poche mail nella mia azienda, siamo tornati a parlarci”

La nuova regola di Brunello Cucinelli, l’imprenditore illuminato del cachemire: «Abbiamo ridotto all’osso le mail. In una telefonata hai tutto, il messaggio è freddo, ti fa perdere la percezione globale delle cose e sprecare tempo»

Brunello Cucinelli

Brunello Cucinelli (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

TIZIANA FABI/AFP/Getty Images

2 Dicembre Dic 2016 1339 02 dicembre 2016 2 Dicembre 2016 - 13:39
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Si può fare impresa guardando al futuro e al prossimo in ottica positiva? L’evento “Centodieci è Valore” di Foligno ha approfondito il tema sotto la guida sapiente di Gianluca Randazzo, corporate social responsibility manager di Banca Mediolanum, e in compagnia di Brunello Cucinelli, titolare dell’omonima impresa e uno dei massimi esponenti di come certi concetti possano essere messi in pratica a tutti i livelli.

Parlare di responsabilità sociale è necessario, ed è un dovere applicarla nel business. Gli esempi di Coca-Cola e Guinness in apertura di serata riportano a quanto di pratico sia già stato fatto da grandi brand in ottica consumatore, gli investimenti a impatto sociale sono infatti in continuo aumento tanto che nel 2016 hanno già raggiunto la cifra di 21 trilioni di dollari, un numero che sarà in continua ascesa anche negli anni a venire.

Sono diversi gli studi di settore, racconta lo stesso Randazzo, che dicono che i consumatori sono disposti a spendere di più per aziende socialmente responsabili, che fanno del bene, che creano i loro prodotti in un’ottica di sostenibilità e questo è ormai un trend cui nessun brand che guardi al futuro può prescindere. Cucinelli di suo approfondisce il tema partendo da lontano, cercando di portare la platea ad alcuni spunti di riflessione conditi da tanta sana praticità: «Non voglio parlare di ieri, siamo cambiati, la nostra società odierna non è quella che vivevano i nostri genitori o i nostri nonni, abbiamo fatto molte cose belle, alcune cose brutte, ma guardiamo al futuro e cominciamo a parlare di domani», come a dire, togliamo ogni preconcetto e andiamo subito all’essenza delle cose.

«Se lavori troppo, oltre a lavorare male, rubi il lavoro a chi il lavoro non ce l’ha»

Brunello Cucinelli

Essenza che non manca di riprendere i concetti di giusto, di quotidianità, di normalità: «Se mi guardo intorno posso sicuramente dire che né mio padre né mio nonno erano tesi come lo siamo noi oggi, vivevano in una naturale armonia delle cose nella loro normalità, ho provato a riportare questa cosa in azienda. Come? Per spiegare il concetto riprendo un esempio pratico che mi è accaduto proprio l’altro ieri» continua Cucinelli. «Avevo un appuntamento per alcune proposte di investimento e chi mi ha accolto mi ha detto che era lì dalle 6 del mattino, alzandosi alle 4.30, staccando alle 20 e tornando a casa alle 21.30, me lo hanno raccontato loro. Li ho lasciati parlare ma a loro i miei soldi non li ho dati, Einstein diceva che un essere umano può stare concentrato per 5 ore al giorno. Se lavori troppo, oltre a lavorare male, rubi il lavoro a chi il lavoro non ce l’ha; nella mia azienda si lavora 8 ore al giorno con un’ora e mezza di pausa, non si fanno straordinari, e tutti, dal primo all’ultimo, hanno una vita privata che va oltre il lavoro. Abbiamo tolto le email, o meglio le abbiamo ridotte veramente all’osso, per riprendere ad utilizzare le telefonate; in una telefonata hai tutto, senti come sta il tuo interlocutore, si crea una maggiore interconnessione tra le persone. Quando mandi un messaggio perdi tutta la percezione globale delle cose, è freddo, e ti fa perdere più tempo”.

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