Il problema delle startup è che non hanno la segretaria

Non solo Caprotti: i grandi dell’industria hanno avuto dietro di loro eccellenti segretarie. I Ceo delle startup spesso vi rinunciano, in nome della disintermediazione. Ma sbagliano. Ecco la guida ai nuovi compiti e al profilo di una figura essenziale a gestire il potere

Segretaria

(Derek Hudson/Evening Standard/Getty Images)

14 Dicembre Dic 2016 1400 14 dicembre 2016 14 Dicembre 2016 - 14:00
Osservatorio Non Food 2017

Ci voleva l’eredità di 75 milioni di euro lasciata da Bernardo Caprotti, patron di Esselunga, a Germana Chiodi, la sua storica segretaria, a riportare attenzione, e magari dignità, a una figura che in azienda ha un ruolo centrale, ma oggi è dimenticato. Più che perdersi in pettegolezzi, infatti, manager e imprenditori traggono molta più utilità nel sapere come si lavora per molti anni al fianco del fondatore.

Funzioni

Oggi questa figura di affiancamento ai C-level, spesso fisico proprio perché è fisicamente vicino al capo, si è mescolata con alcune funzioni che possiamo riconoscere come:

– assistente di direzione

– office manager

– assistant to the Ceo

Un tempo, dietro ai personaggi della grande impresa come Gianni Agnelli, Enrico Cuccia, Cesare Romiti, Silvio Berlusconi, Carlo De Benedetti, c’erano figure importanti altrettanto mitologiche che, per il mondo esterno potevano costituire una cerniera, una mediazione o una porta invalicabile. Ma oggi dietro a Mark Zuckerberg, Peter Thiel, Sergio Marchionne, Tim Cook, Vittorio Colao, chi assolve queste preziose funzioni?

Tecnologie e nuovi organizzazioni portano nuovi stili di gestione delle aziende e contribuiscono a cambiarle. Ma il ruolo della segretaria, con tutte le evoluzioni del caso, è difficile che cambi, perché ha a che fare anche e soprattutto con la gestione del potere

Contesto nuovo

Da questo singolare punto di osservazione, cioè dall’alto, il mondo del lavoro si divide oggi in due:

– aziende, banche, studi professionali che conservano strutture e ruoli tradizionali

– realtà aziendali nuove (start up e piccoli business) che hanno disintermediato le tradizionali strutture e organizzazioni

Nel primo caso la figura dell’assistente, altrettanto tradizionale (lei o lui) che smista il traffico degli incontri, gestisce contatti, telefonate ed agenda del capo, esiste ancora, anche se oggi ha davanti tablet, schermi al plasma e smartphone. E spesso molti dei Ceo non ne hanno una, ma addirittura cinque o sei.

(...)

Continua a leggere su Centodieci.it

Potrebbe interessarti anche