Un anno di balle, favole e mezze verità

Dalle sparate elettorali di Trump al ritorno del Ponte sullo Stretto, passando per il referendum dei romani sulle Olimpiadi. Dodici mesi di annunci politici, rigorosamente bipartisan, tra bugie e semplici illusioni. Ma non sempre le falsità sono un atto di malafede

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31 Dicembre Dic 2016 0830 31 dicembre 2016 31 Dicembre 2016 - 08:30

Mentitori seriali e politici superficiali. Promesse non mantenute, verità distorte e semplici leggerezze. Anche il 2016 se ne va lasciandosi dietro una scia di bugie e illusioni. Quello che si conclude in questi giorni è stato l’anno in cui è tornato d’attualità il ponte sullo Stretto. L’anno delle bufale online e dei fact checking. L'anno in cui si era promesso un referendum consultivo sulle Olimpiadi a Roma, mai tenuto, e in cui il premier aveva assicurato di volersi ritirare a vita privata in caso di sconfitta al referendum. Salvo cambiare idea poco dopo. Soprattutto, è stato l’anno di Donald Trump. Il presidente eletto degli Stati Uniti che ha conquistato la Casa Bianca al termine di una campagna elettorale scandita da fantasie e improbabili impegni. Perché le bugie avranno pure le gambe corte, ma nell’anno appena trascorso hanno camminato parecchio.

Le presidenziali d’Oltreoceano hanno fatto scuola. Per convincere gli elettori americani Trump ha promesso di cacciare tre milioni di clandestini con precedenti penali. Ha ipotizzato di chiudere temporaneamente l’ingresso in America ai musulmani. Ha accusato l’avversaria Hillary Clinton di aver ricevuto milioni di voti irregolari. Tra gli annunci più discussi c’è stata la costruzione di un’enorme muraglia lungo il confine con il Messico. Una barriera di oltre 3mila chilometri per blindare la frontiera e scongiurare l’ingresso di immigrati illegali. Un’opera da svariati miliardi di dollari che, secondo il Tycoon, dovrà essere interamente a carico del governo messicano. Un bugiardo convinto o un semplice pallonaro? La differenza tra falsità e leggerezza è importante, come la distanza che esiste tra il nascondere la verità e il disinteresse nel verificarla. E poi, nell’epoca della post verità, qual è la verità? A sentire i bene informati le bugie potrebbero aver persino deciso le elezioni americane. È impossibile calcolare l’impatto delle bufale sugli elettori. Eppure qualcuno ha calcolato che in Usa le fake news circolate su Facebook nei tre mesi prima del voto hanno registrato più interazioni delle notizie vere.

«Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo, mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe», diceva Mark Twain. Per trovare qualche favola, tuttavia, non c’è bisogno di allontanarsi troppo. Anche in Italia la politica supera spesso i confini della realtà

«Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo, mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe», diceva Mark Twain. Per trovare qualche favola, tuttavia, non c’è bisogno di allontanarsi troppo. Anche in Italia la politica supera spesso i confini della realtà. Chissà, forse è l’ottimismo che spinge ad annunci troppo affrettati. La scorsa estate, ad esempio, si è tornati a parlare del Ponte sullo Stretto. Per l’ennesima volta. A lanciare la sfida è stato l’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi, ipotizzando la costruzione dell’ormai mitica infrastruttura. Un’opera in grado di creare «centomila posti di lavoro». Lo stesso Renzi ha più volte assicurato di essere pronto a lasciare la politica, in caso di sconfitta al referendum costituzionale. Salvo poi cambiare idea all’indomani dell’esito del voto.

Non è il caso di puntare il dito. Non sempre le bugie sono un atto di malafede. Nella vita capita anche di modificare le proprie opinioni, grazie al Cielo. Solo i morti e gli stupidi non cambiano mai idea, sosteneva un noto poeta statunitense. Ne sanno qualcosa i Cinque Stelle. A volte le certezze vengono meno, è naturale. Ad esempio è probabile che in Campidoglio abbiano cambiato idea sul dirigente Raffaele Marra, recentemente arrestato per corruzione, sempre difeso dalla sindaca Virginia Raggi. E che dire della candidatura ai Giochi Olimpici? Prima del ballottaggio l’avvocatessa grillina aveva assicurato in diretta tv di voler convocare un referendum per chiedere il parere dei romani. Una volta eletta, però, ha rinunciato alle Olimpiadi senza troppe consultazioni.

Andare a ripescare le promesse irrealizzate è un gioco pericoloso. E quasi nessuno è immune dal rischio della figuraccia. Il 2016, da questo punto di vista, non è certo un anno particolare. Spesso dietro agli annunci di un politico si nasconde solo troppa fiducia in se stesso. C’è da scommettere che quando Silvio Berlusconi assicurava “meno tasse per tutti” o “un milione di posti di lavoro” fosse davvero convinto del suo proposito

Andare a ripescare le promesse irrealizzate è un gioco pericoloso. E quasi nessuno è immune dal rischio della figuraccia. È nell’ordine delle cose. E il 2016, da questo punto di vista, non è certo un anno particolare. Spesso dietro agli annunci di un politico si nasconde solo troppa fiducia in se stesso. C’è da scommettere che quando Silvio Berlusconi assicurava “meno tasse per tutti” o “un milione di posti di lavoro” fosse davvero convinto del suo proposito. E lo stesso si può immaginare di Matteo Renzi, quando in buona fede spiegava che l’Italicum - la legge elettorale già accantonata e a serio rischio di incostituzionalità - «sarà copiato da mezza Europa». Nella vita si cambia idea, ecco tutto. E probabilmente l’ex premier sta ancora maledicendo quel tweet: «enricostaisereno», pubblicato poco prima di prendere il posto di Letta a Palazzo Chigi.

Senza dimenticare che, in tema di bugie, molti politici sono vittime prima che colpevoli. Delle fake news in rete si è già parlato. Negli ultimi anni le bufale online hanno cominciato a inondare anche i nostri social network. Tra i bersagli più colpiti spicca Laura Boldrini. In Rete la presidente della Camera è diventata la protagonista inconsapevole di centinaia di notizie false. Il web è pieno di siti che le attribuiscono frasi mai pronunciate, notizie inventate, fotomontaggi, quasi sempre con l’obiettivo di solleticare la reazione dei più ingenui. Un fenomeno che non ha risparmiato neppure il neo presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Neanche il tempo di insediarsi a Palazzo Chigi e in Rete girava una sua finta dichiarazione programmatica. «Basta ipocrisie, sono tutti finti poveri e io sono già scocciato di questo piagnisteo: rimboccarsi le maniche per il futuro del paese, qualche sacrificio non ha mai ammazzato nessuno». Falsità grossolane, che pure hanno spinto centinaia di utenti a commentare indignati.

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