Arrivano gli esoscheletri, ora l’operaio bionico è realtà

Nuovi materiali, design innovativi e motori più economici stanno permettendo di sviluppare una nuova generazione di esoscheletri più economici e leggeri. Ora sono pensati anche per gli operai. E società come Bmw si stanno attrezzando

Esoscheletro

Fonte: SuitX

7 Gennaio Gen 2017 0830 07 gennaio 2017 7 Gennaio 2017 - 08:30
Osservatorio Non Food 2017

Con il costante diminuire dei costi e l’aumentare delle capacità della robotica, i lavoratori umani stanno cominciando a sembrare dei robot.

SuitX, uno spin-off dell’Università della California, Berkeley, che produce esoscheletri per persone afflitte da disabilità, ha presentato un trio di dispositivi che sfruttano le tecnologie della robotica per potenziare le abilità dei lavoratori e prevenire dei comuni infortuni sul lavoro.

Il Modular Agile eXoskeleton, o MAX, consiste di tre componenti – backX, shoulderX e legX – che riducono le forze cui vengono sottoposti diversi muscoli o legamenti del corpo. Possono essere indossati individualmente o assieme per assistere nel sollevamento, nel trasporto e in diverse altre operazioni manuali ripetitive.

Ecco un video di una persona che utilizza il legX.

La tecnologia è stata sviluppata all’interno del laboratorio di Homayoon Kazerooni, un professore di ingegneria meccanica della UC Berkeley che lavora a esoscheletri da anni. Il suo laboratorio ha recentemente condotto uno studio che ha confermato come il backX permetta di ridurre del 60 per cento il tasso di attivazione dei muscoli lombari e paravertebrali. “Sollevare qualche decina di chili non è l’unico modo per farsi male alla schiena; anche il sollevamento ripetuto di pesi ridotti nell’arco di una giornata può portare a delle lesioni”, spiega Kazerooni.

Il backX permette di ridurre del 60 per cento il tasso di attivazione dei muscoli lombari e paravertebrali

Ecco, invece, lo shoulderX in azione.

SuitX produce anche l’esoscheletro Phoenix, pensato per coloro che altrimenti sarebbero vincolati a una sedia a rotelle. La società non ha ancora esposto il prezzo del nuovo hardware, ma il Phoenix costa 40mila dollari.

Nuovi materiali, innovativi design meccanici, attuatori e motori più economici stanno permettendo di sviluppare una nuova generazione di esoscheletri più economici e leggeri. Gruppi di ricerca di Harvard e SRI, ad esempio, stanno sviluppando sistemi passivi che utilizzano materiali morbidi e leggeri.

Società come BMW stanno già sperimentando gli esoscheletri come soluzione per prevenire incidenti sul posto di lavoro e prolungare la carriera dei suoi operai. Il MAX è un altro passo (bionico) verso un futuro aumentato del lavoro.

Continua a leggere su Mit - Technology Review Italia

Potrebbe interessarti anche