L’anno nuovo dei mercati è un enigma avvolto in un mistero

I mercati hanno reagito meglio del previsto a Brexit, Trump e referendum italiano. Ma il 2017 è tutt’altro che privo di ostacoli. Osservati speciali sono l’inflazione e gli effetti di un eventuale dei tassi da parte della Bce

Mario Draghi Mano

Mario Draghi, presidente della Bce (Hannelore Foerster/Getty Images)

9 Gennaio Gen 2017 1549 09 gennaio 2017 9 Gennaio 2017 - 15:49
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Nel 2016 ci sono stati la Brexi, l’elezione di Trump negli Stati Uniti e il No al referendum italiano. Si pensava che le cose, combinate, avrebbero prodotto uno tsunami sui mercati. Non è stato così. Ma questo non significa che il 2017 sia privo di ostacoli. Intanto perché è ora che si insedierà Trump e gli effetti della Brexit si dovranno misurare con l’inizio dei negoziati. Ma soprattutto perché l’anno che inizia vede una piccola ripresa dell’inflazione (in Europa, ma non in Italia) e ci si chiede che cosa farà la Banca Centrale Europea. Nascono quindi nuove domande: se si prospettasse un aumento dei tassi d’interesse, sarebbero più rischiose le obbligazioni delle azioni? In altre parole, come si trasmetterà un rialzo dei tassi sulle azioni? Non esistono soluzioni semplici. Per questo focalizzarsi su risparmi e diversificazione è la soluzione che i mercati chiedono nell’anno nuovo.

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