I dati Istat

L’inverno senza fine della disoccupazione giovanile

A novembre 2016, il tasso di disoccupazione giovanile è salito al 39,4%, in aumento dell’1,8% rispetto al mese precedente. Cresce l’occupazione quasi esclusivamente tra gli over 50

Disoccupazionegiovanile
9 Gennaio Gen 2017 1014 09 gennaio 2017 9 Gennaio 2017 - 10:14
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I giovani italiani non brindano neanche nell’anno nuovo. Gli ultimi dati sull’occupazione diffusi dall’Istat, relativi al mese di novembre 2016, confermano la fotografia di un mercato del lavoro che lascia ai margini i ragazzi. La disoccupazione cresce nella fascia 15-24 e 25-34 anni, mentre l’occupazione cresce quasi esclusivamente tra i più anziani. In un anno, si registrano 453mila occupati in più tra gli over 50, e 253mila in meno nelle fasce più giovani. Con il cal maggiore, 160mila in meno, nella fascia 35-49 anni.

Fuori i giovani dal mercato del lavoro
Rispetto a ottobre, a novembre la stima degli occupati dell’Istat è in lieve crescita (+0,1%, pari a 19mila occupati in più). Un aumento che riguarda solo le donne e gli ultracinquantenni. In parallelo, cresce anche la stima dei disoccupati (+1,9%) in tutte le fasce d’età, a eccezione degli ultracinquantenni.

Il tasso di disoccupazione è pari all’11,9%, in aumento di 0,2 punti percentuali su base mensile. A crescere dell’1,8% è il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, salita al 39,4 per cento, con il tasso di occupazione che si riduce di 0,1 punti e quello di inattività di 0,6 punti. Il tasso di occupazione a novembre cala anche di 0,4 punti tra i 25-34enni, la fascia di ingresso nel mercato del lavoro; rimane stabile tra i 35-49enni; e cresce invece solo tra gli ultra cinquantenni di mezzo punto percentuale. Il tasso di disoccupazione aumenta di quasi un punto (+0,8%) tra i 25-34 e di 0,1 punti tra i 35-49enni, mentre cala di mezzo punto nella classe 50-64 anni. Il tasso di inattività, coloro che un lavoro non ce l’hanno e non lo cercano, cala di pochissimo (tra 0,2 e 0,1) in tutte le classi d’età.

In un anno (novembre 2015-novembre 2016) nella fascia di ingresso nel mondo del lavoro – 25-34 anni – i disoccupati sono cresciuti di quasi l’11%, e il tasso di disoccupazione dell’1,8%: è l’aumento più alto. Nella stessa fascia il tasso di occupazione raggiunge solo il 59,4 per cento.

Guardando alla media degli ultimi tre mesi, il tasso di occupazione cala nelle classi più giovani, e aumenta invece tra gli ultracinquantenni. Mentre il tasso di disoccupazione cresce tra le persone di 15-49 anni (soprattutto tra i 25-34enni), mentre cala per gli over 50. Il tasso di inattività rimane stabile tra i più giovani, mentre diminuisce per tutti gli altri.

Se invece si guarda ai dati sui 12 mesi, viene fuori che il tasso di occupazione è stabile tra i 15-24enni, in calo tra i 25-34enni (-0,5 punti percentuali), in aumento nella classe 35-49 anni (+0,3 punti) e soprattutto nella classe 50-64 anni di ben oltre due punti percentuali. Il tasso di disoccupazione cala tra i lavoratori più anziani ma cresce nelle restanti classi. Il tasso di inattività cala per tutti, ma soprattutto per gli over 50.


Quali contratti?
A novembre 2016, la crescita dell’occupazione è determinata soprattutto dagli indipendenti (+16mila) e dai dipendenti a tempo indeterminato (+12mila). Mentre i dipendenti a termine calano di 10mila unità. Nel trimestre, invece, calano i dipendenti, sia tra quelli a termine sia tra quelli a tempo indeterminato, mentre gli autonomi restano stabili. Su base annua crescono di 193mila unità i dipendenti, sia tra quelli a tempo indeterminato sia tra quelli a termine. Tornano a crescere anche gli autonomi, anche se solo di 7mila unità in un anno.

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