Banche venete, l'avvocato degli azionisti «No all'accordo, è un tentativo di truffa»

Sergio Calvetti segue tremila piccoli azionisti di Popolare di Vicenza e Veneto Banca. «Aspettiamo i dettagli delle condizioni, ma la cifra proposta è un’elemosina. Si può aprire un dialogo solo se la cifra sale e se proseguiranno le azioni risarcitorie nei confronti di dirigenti e controllori»

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A caldo la bocciatura è nettissima. Al punto da definire le proposte un “ennesimo tentativo di truffa”. Non poteva essere più duro Sergio Calvetti, avvocato dello Studio Legale Calvetti & Partners, che sta seguendo circa 3mila azionisti di Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. Sono in genere privati o piccoli imprenditori che si sono visti azzerare il valore delle azioni dopo gli ultimi aumenti di capitale e dopo che per anni era stato per loro molto difficile, se non impossibile, vendere le azioni di cui erano in possesso. Azioni che spesso erano state acquistate in cambio della concessione di finanziamenti e il cui valore si è rivelato alla prova dei fatti irrealistico.

Lunedì 9 gennaio, appena terminata la conferenza stampa congiunta in cui i vertici delle due banche hanno esposto le condizioni per un accordo con gli azionisti (valutazione di 9 euro per azione per Vicenza e del 15% esclusi i dividendi per Veneto Banca), lo studio legale, specializzato in cause collettive, ha diramato una nota che va verso l’esclusione di un accordo. «Non siamo in grado di fare alcuna valutazione in ordine alle presenti offerte, poiché solamente nella giornata di domani è prevista la pubblicazione delle condizioni precise delle stesse», è la premessa. Ma subito dopo arrivano le critiche: «La Banca, come tipico proprio comportamento di sempre, si riserva il diritto di revocare l’offerta anche dopo l’adesione eventuale degli azionisti a cui la stessa verrà effettuata. Quest’ultimo aspetto ci lascia perplessi e quanto mai severi nel giudizio negativo di entrambe le banche, poiché dimostra l’assoluta mancanza di trasparenza e soprattutto la volontà di non modificare il comportamento truffaldino della passata gestione amministrativa e commerciale. In sostanza non ci sembra che vi sia stato alcun cambiamento, se non quello di esser rappresentati da amministratori e sindaci di diversa identità ma all’evidenza di uguale tenore comportamentale». «Ovviamente - continuava l’avvocato Sergio Calvetti - mi assumo tutte le responsabilità di questa mia dichiarazione, ritenendo il contenuto della presunta offerta transattiva ingannevole, come lo sono state le modalità di offerta e sottoscrizione degli acquisti azionari ed obbligazionari che hanno fondato la banca e che nello stesso tempo l’hanno poi affondata». Linkiesta ha raggiunto al telefono l’avvocato Calvetti.

Avvocato, cosa pensa di questa proposta di accordo?

Cosa penso di questo ennesimo tentativo di truffa? Con l’anno nuovo partiamo benissimo.

Gianni Mion, nuovo presidente di Banca Popolare di Vicenza, l’ha definita “un’offerta generosa”.

Hanno rinviato le condizioni ai prossimi giorni, come da regolamento, e quindi stiamo aspettando i dettagli. Per ora sappiamo che Popolare di Vicenza offre 9 euro ad azione e Veneto Banca il 15% sui valori di acquisto al netto delle vendite e delle cedole liquidate. È tutto da vedere ciò che sarà scritto nelle relazioni. Ciò che sconvolge più di ogni altra cosa, per ora, e che è per l’ennesima volta dall’odore truffaldino, è la possibilità che la banca si riserva di revocare l’offerta in qualsiasi momento. Anche dopo che gli azionisti l’avessero eventualmente accettata.

Questo se non si raggiungerà l’80% dell’adesione da parte degli azionisti?

No, questo non è scritto. È scritto solo che la banca si riserva il diritto di revocare l’offerta. Quello che era stato scritto sui giornali, cioè il riferimento all’80% di adesioni, in realtà non c’è.

«Ciò che sconvolge più di ogni altra cosa, per ora, e che è per l’ennesima volta dall’odore truffaldino, è la possibilità che la banca si riserva di revocare l’offerta in qualsiasi momento. Anche dopo che gli azionisti l’avessero eventualmente accettata»

In attesa del regolamento con i dettagli, le cifre della proposta annunciate in conferenza stampa si possono commentare?

Le cifre si possono commentare se e in quanto l’offerta dovesse riguardare esclusivamente la banca, lasciando libero il proseguimento di ogni azione risarcitoria nei confronti di amministratori, sindaci, revisori, Consob e Banca d’Italia. Se questo avvenisse, si può cominciare a parlare.

Sono cifre superiori alle aspettative?

No, è un’elemosina che non viene accettata nella maniera più totale da me e probabilmente non lo sarà dalla maggior parte dei miei assistiti. Si può aprire un dialogo se la percentuale sale e se è possibile proseguire le azioni nei confronti di tutte le altre parti che sono in concorso nel dissesto. Per il momento non posso dire altro, perché attendiamo l’ulteriore vergogna delle condizioni del regolamento.

Che adesione si aspetta da parte degli azionisti?

Guardi, il mondo è bello perché è vario. Se loro (le banche, ndr) agiscono come hanno agito nelle offerte di acquisto delle azioni, probabilmente portano a casa realmente l’80 per cento (delle adesioni, ndr). Ha capito come devono agire?

Come?

Facendo firmare all’oscuro tutti i poveri anziani a cui hanno fatto acquistare le azioni.

Come vede le proposte commerciali portate avanti dalle due banche per chi accetta l’accordo?

Fanno solo ridere i sassi. Che diano gli interessi sulle somme che verranno liquidate se detenute presso conti della banca è una presa in giro completa.

Entrambe le banche hanno cambiato il management di prima linea…

Hanno cambiato l’identità personale ma non hanno cambiato il comportamento.

Non considerate quindi credibile il nuovo management?

È un management assolutamente non credibile. Basti pensare che Fabrizio Viola viene da Mps, da dove è stato cacciato.

Le opinioni su Viola possono divergere.

Io forse sono troppo negativo. Ma lo sono per mille e un motivo.

«È un’elemosina che non viene accettata nella maniera più totale da me e probabilmente dalla maggior parte dei miei assistiti. Si può aprire un dialogo se la percentuale sale e se è possibile proseguire le azioni nei confronti di tutte le altre parti che sono in concorso nel dissesto»

Chi sono i vostri clienti? Che profilo hanno?

Ci sono tutti i profili possibili. Dall’imprenditore al malato di Alzheimer alla moglie che firma i documenti per conto del marito mentre lo stanno operando. C’è di tutto e di più.

Quanti sono?

Oltre 3mila, quasi a metà tra le due banche, con una leggera prevalenza di azionisti di Veneto Banca.

Quanti azionisti, considerando il totale delle due banche, hanno espresso intenzione di fare causa?

Non saprei, ma non credo che superino i 15mila. Infatti il calcolo (sulle adesioni all’accordo, ndr) che stanno facendo (le due banche, ndr) lo fanno proprio su questo.

Avete avuto qualche segnale dai clienti dopo la proposta?

Abbiamo avuto migliaia di telefonate oggi (lunedì 9, ndr) pomeriggio, che ho rinviato a una comunicazione di questa sera.

L’interesse del territorio coincide ancora con lo stato di salute delle due banche Popolare di Vicenza e Veneto Banca?

Le due banche le stanno risanando per sventrarle portandosi a casa i crediti deteriorati, gli Npl, l’unica cosa che interessa loro. Poi verranno messi in pancia a qualche banca, punto e basta. È quello che stanno facendo con Banca Marche, Ferrara eccetera.

I due amministratori delegati hanno parlato di un protocollo specifico per i soci che sono in condizioni disagiate. Che ne pensa?

Non c’è scritto nulla di questo documento nell’offerta esposte sul sito istituzionale. Finché non c’è la voce ufficiale non commento quello che viene scritto sui giornali.

Se le condizioni poste dalle banche fossero considerate irricevibili da voi e dai vostri clienti, ci può anticipare quale sarà la strategia dello studio legale?

Assolutamente no, perché le condizioni sono fondamentali per una qualsiasi scelta.

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