Non capisci l’inglese? È perché non sei pratico della lingua dei falconieri

Sono tantissime le espressioni che sono penetrate nel linguaggio quotidiano e che derivano dal gergo specifico di un arte, la caccia con il falco, che ormai non fa più nessuno. E che hanno perso il loro significato originario

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21 Gennaio Gen 2017 0830 21 gennaio 2017 21 Gennaio 2017 - 08:30

Si può capire Shakespeare senza conoscere l’arte della falconeria? I più superficiali diranno di sì, ma sbaglierebbero. Il grande Bardo era (almeno stando alla lettura dei suoi testi) un grande appassionato di falchi e nei suoi scritti non lesina riferimenti, battute, parole, espressioni in gergo e interi episodi ispirati al mondo della caccia con i falchi. Ai suoi tempi era molto popolare: il pubblico, di fronte alle parole di un Otello che inizia a nutrire i primi dubbi su Desdemona e la paragona a un falco selvatico, non poteva non cogliere la forza del riferimento: If I do prove her haggard / Though that her jesses were my dear heartstrings / I’d whistle her off and let her down the wind / To prey at fortune (Se risultasse provato che lei è un’adulta selvatica [cioè non vergine], nonostante i legami che la tengono sono quelli del mio cuore, la getterei nel vento, che cerchi il cibo da sola).

Il falconiere sa che, gettando un falco controvento, si rischia di perderlo – e nel caso di Otello, di automutilarsi. Il paragone, agli occhi moderni solo suggestivo, appariva concreto e presente agli ascoltatori dell’epoca, che coglievano anche il senso delle parole senza alcun bisogno di spiegazioni e traduzioni.

Perché la verità è che l’eredità di quest’arte permane, nascosta e non percepita, anche nel linguaggio. Sono molte le espressioni inglesi che derivano dal mondo della falconeria, anche se oggi se non se ne coglie più l’origine. Lo spiega bene questo articolo della Bbc, che riporta alcuni esempi.

Uno di questi è hoodwink: oggi significa ingannare, raggirare. Ma la parola indicava, in origine, la pratica di incappucciare (hood) i falchi per evitare che volassero a cercare cibo. Oppure haggard, parola molto amata da Shakespeare (si trova anche nell’esempio tratto dall’Otello), che oggi “logoro”) e che, all’epoca, indicava un falco difficile da allevare (e l’essere smunto derivava dalle pratiche di addestramento, che consistevano nel razionamento controllato del cibo).

Per restare nell’ambito alimentare, in inglese è ancora vivo fed up, con il significato di “annoiato, stufo”, quando in origine indicava, con più immediatezza, che il falco era nutrito – e che, di conseguenza, non sarebbe volato alla ricerca di cibo. Lo stesso riguarda il bere: booze, che oggi indica l’attività di sbevazzare, e l’alcol in sé, in origine indicava solo il bere in eccesso. Un falco che beve troppo, come un falco che mangia, non caccia più.

Singolare anche l’espressione be under someone’s thumb, cioè essere sotto il controllo di qualcuno. Il pollice in questione è quello che, premuto nell’impugnatura, teneva fermi tutti i legacci del falco, impedendogli di volare via.

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