Cari grillini, siete solo gli utili idioti di Zuckerberg

L'idea della democrazia attraverso la rete è solo un assaggio, piccolo e provinciale. In realtà il M5S è solo l'apripista inconsapevole dei veri padroni del mondo. Che sono i colossi dell'informatica, e della pubblicità su internet

Zuckerberg VR People
23 Gennaio Gen 2017 1027 23 gennaio 2017 23 Gennaio 2017 - 10:27

Glielo dissi un po’ di tempo fa, a un mio amico grillino integralista, anzi molto tempo fa, che il loro movimento, detto in termini hegeliani, ossia consapevoli della voracità della storia, era come dare ‘a fessa ‘mane ‘e criature.
Gli dissi, più o meno e lo scrissi da qualche parte, che il movimento cinquestelle era l’avanguardia dell’apocalisse a venire, era, per così dire, un artiglio del mostro dinanzi al quale il katekon (vedi Cacciari, vedi San Paolo, vedi Severino) doveva ritirarsi. Gli dissi, più o meno, che applicando la dietrologia complottista al movimento stesso (e quindi dimentico e felice per un attimo de “I limiti dell’interpretazione” fissati dal compianto Umberto Eco) si poteva, anzi si “doveva” pensare, che il movimento pentastellato fosse guardato con interesse, fomentato addirittura, finanziato segretamente si poteva arrivare a supporre, dai veri poteri forti, ossia da coloro che, stando così le cose come stanno, si può arrivare a profetizzare, senza neanche essere un profeta di quelli tostissimi, ma anche un profeta così così, prenderanno (“necessariamente” direbbe Severino, ossia quello che di noi ha il compito di occuparsi della “tecnica”) il potere termonucleare globale di qui a poco.

Dicevo, a questo amico grillino, che sì d’accordo, la loro esperienza di democrazia diretta era una novità, che la rete, sì certo, scavalcava il sistema gerarchico cooptativo dei media, che la piazza virtuale e la circolazione delle idee dal basso destabilizzava il controllo dell’informazione, che il blog (detto bleagh, come rafforzativo) di Beppe Grillo era spaventosamente potente, tipo che c’era un complotto, non so, tipo delle grandi banche mondiali globaliste col grembiulino che si fanno tipo le cose fra di loro tipo, non so, sataniste per il nuovo ordine mondiale, allora Beppe Grillo faceva un video, lo metteva in streaming, e quelli restavano tipo come quando il Re è nudo. Però, osservavo ancora, tutto questo mi sembra ancora ‘a creatura che non sa cosa farsene, di questa fessa.

Eh?

Ti spiego: quello che voglio sapere io, o meglio quello che voglio prevedere io, è cosa succederà quando i grandi si metteranno a giocare davvero.

In che senso?

Se Grillo ha qualche migliaio di iscritti votanti col certificato penale e la fotocopia del documento fatto con l’android Samsung scarso a rate, Apple, Microsoft, Google, Facebook, quelli hanno invece un bacino di utenza, già iscritto, già pendente dai loro server, già identificato totalmente. Di miliardi di persone

Tipo quando, in rete, per prendere il potere politico, scenderanno i veri poteri forti: Apple, Microsoft, Google e Facebook. Ossia coloro che davvero, in rete, fanno e disfano come gli pare, gente che se Grillo ha qualche migliaio di iscritti votanti col certificato penale e la fotocopia del documento fatto con l’android Samsung scarso a rate, e qualche milione di votanti, quelli hanno invece un bacino di utenza, già iscritto, già pendente dai loro server, già identificato totalmente, nella loro essenza, con il profilo facebook, con l’account gmail, con il cloud Apple, senza manco bisogno della fotocopia e, soprattutto, senza Grillo che gli scassa la minchia chiedendogli se a vent’anni hanno guidato in stato di ubriachezza.

No perché mentre Grillo gioca a fare contro ai poteri forti, nel frattempo, il potere (che per essenza se ne va un po’ dove cazzo gli pare) ha fatto il giro largo, è uscito dalla porta, è rientrato dalla finestra, e si è piazzato proprio lì, nella rete, fottendosene alla grande dei Bildenberg, dei grembiulini, delle piramide con l’occhio ‘n coppa, di Dan Brown e persino di Maria Maddalena, tanto per capirci.

E se Grillo, come potere di potenza di fuoco, ha che ti caccia dal movimento, tipo che dice la palla e mia, come lo scemo del paese in Nuovo Cinema Paradiso che se ne andava in giro delirando “la piazza è mia la piazza è mia”, vorrei ricordarvi che Zuckerberg ha il potere di chiudertelo, il profilo, di annientarti socialmente e individualmente, e quindi psicologicamente, di mandare a morte (a morte capisci?) la tua identità social, di farsi fare un algoritmo che brasa via tutto ciò che gli sta contro, non come quel bambino di Grillo che deve fare le riunioni come in un condominio qualsiasi con le tubature, e la grondaia, e il tredicenne che gli fa i peti in ascensore.

Ma dico, capite la differenza? Capite dove sono i poteri forti nell’epoca della democrazia diretta, nell’epoca della rete?

Adesso.

Non statemi qui a dire che Casaleggio, genio come mi dicono assoluto del due punto zero, addirittura forse del tre, se non del quattro punto due, non sapesse queste cose, non le avesse immaginate.

Dice: perché mi stai dicendo questo?

Perché Zuckerberg ha appena fatto firmare, qualche mese fa, un accordo agli azionisti che gli consente di mantenere il potere assoluto su Facebook anche in caso di un suo diretto coinvolgimento in politica, e ha iniziato un tour per gli Stati Uniti per ascoltare “le esigenze della gente”. E dato che a patrimonio personale Trump, rispetto a Zuckerberg, è più o meno media borghesia, considerando il fatto che Zuckerberg controlla un milardo e mezzo di iscritti (compresi i pentastellati, che rappresentano lo zerovirgolaqualcosa del bacino elettorale sul quale ha il controllo), ipotizzando che Zuckerberg nel 2020 si presenterà alle elezioni, dico, Cinquestelle, continuate ancora a sentirvi tipo fighi che state facendo la rivoluzione? O riuscite non dico a capirlo ma quantomeno a intravederlo che siete solo l’avanguardia ingenua del vero potere forte al quale state facendo un enorme favore prestandovi come cavie?

L’intera raccolta pubblicitaria mondiale (altro che i libri stampati a proprie spese in vendita sul blog di Grillo, o gli adsense a un euro a migliaia) è in mano a due società, Facebook e Google. Sono gli algoritmi di Zuckerberg e di Google che si fanno strada raccogliendo il denaro della pubblicità e veicolando insieme informazioni

Adesso, io non sto dicendo che siete i porcellini d’india dei poteri forti… anzi no, sai che c’è, lo dico.

Lo dico numeri alla mano: l’intera raccolta pubblicitaria mondiale (altro che i libri stampati a proprie spese in vendita sul blog di Grillo, o gli adsense a un euro a migliaia) è in mano a due società, Facebook e Google. E nel caos di dati personali, di cookies, di privacy che nessuno la vuole, manco io, manco tu, figurati (altrimenti come faremmo a esistere?) sono gli algoritmi di Zuckerberg e di Google che si fanno strada raccogliendo il denaro della pubblicità e veicolando insieme informazioni (soprattutto quelle informazioni che a loro volta veicolano pubblicità) come pesci gatto in fondo al lago del vero potere, oscuri, acquattati, viscidi, insieme proprietari e operatori, seguendo regole che, nonostante le richieste che arrivano da più parti (Angela Merkel compresa) non vengono messi in discussione, non vengono resi pubblici, sfuggono a qualsiasi forma di controllo.

Perché se è vero, come è vero, che il cinema, quello “impegnato” come Terminator, ci dice la verità sotto forma di metafora, la verità è allora che Zuckerberg non esiste, sono gli algoritmi che lo guidano, come un Terminator appunto.

Il “capitale” è roba vecchia, di carta, di bonifici digitali al massimo, legato ancora – come capiva l’amato Simmel – all’emozione (sono ricco uguale sono felice). L’algoritmo, invece, vive di vita propria, si stacca del tutto dall’umano e si sostituisce ad esso, succhia via Zuckerberg da Zuckerberg e lo guida come un pupo, è l’inorganico che prende vita e che vince. Altro che miseri, miserissimi poteri forti legati a categorie novecentesche.

Dice: stai esagerando.

Sicuri?

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