Misteri del cinema: dove nasce il cliché del cattivo che lega la donna ai binari?

Tutti sono convinti di aver visto questa scena, o qualcosa di simile. Ma nessuno è in grado di risalire alla fonte. È molto difficile, però, perché a quanto pare non esiste

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26 Gennaio Gen 2017 1158 26 gennaio 2017 26 Gennaio 2017 - 11:58

Da dove viene quell’immagine, conosciuta da tutti, della fanciulla legata ai binari del treno dal cattivo di turno nel tentativo, piuttosto maldestro, di farla fuori (poi salvata in extremis dall’eroe)? Tutti la conoscono, ma nessuno è in grado di individuarne l’origine. E la risposta (che si trova qui) è molto semplice: non c’è.

Come è possibile? La convinzione generale è che la scena derivi dalla nobile tradizione dei film muti. Eppure, scavando negli archivi, non si trovano riscontri. La prima occorrenza, sostiene il sito Movies Silently, non risale al cinema ma a un melodramma vittoriano del 1867, dal titolo Under the Gaslight. Secondo la trama, uno dei personaggi (Snorkey) si ritrova legato ai binari di un treno (che, all’epoca, era il mezzo di trasporto) e, proprio prima dell’arrivo della locomotiva, ecco il salvataggio in extremis da parte della protagonista. Come si vede, le due posizioni sono invertite: maschio legato, donna salvatrice.

Nei film muti, invece, non c’è alcuna traccia. E allora, da dove deriva quella scena, che riposa nella memoria collettiva, in cui si vede il villain legare la fanciulla ai binari? L’unica risposta possibile è, sempre secondo Movies Silently, la satira. La scena, del resto, si può ritrovare in due film parodistici del genere muto, Barney Oldfield’s Race for a Life e Teddy at the Throttle. Non sono autentiche storie: sono, già a loro volta, riproposizioni di cliché che, in realtà, non sono mai esistiti davvero. Il mistero, insomma, resta fitto.

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