Perché Renzi rischia di pagare molto caro il suo antieuropeismo

Davanti all'ex premier si aprono due strade. Quella di Macron (filo Ue), e quella di Cameron (anti Ue). Ma cavalcare l'euroscetticismo riesce bene a Grillo e a Salvini, per Renzi potrebbe essere la trappola finale

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27 Gennaio Gen 2017 1107 27 gennaio 2017 27 Gennaio 2017 - 11:07

Ha due strade, Matteo Renzi, per contrapporsi al fronte sovranista - ora diviso domani chissà - rappresentato da Lega Nord, Fratelli d’Italia e Movimento Cinque Stelle. La prima è quella tracciata dal candidato indipendente alle elezioni presidenziali francesi, Emmanuel Macron, che ha sposato una linea in totale antitesi con quella di Marine Le Pen: «Bruxelles siamo noi», è il motto del giovane ex ministro del lavoro transalpino, uno che si permette pure il lusso di parlare in inglese quando va all’estero, un’eresia per lo sciovinismo francese. Il movente è chiaro: Macron vede uno spazio politico vuoto, pur non granché popolare in un Paese che europeista non lo è mai stato davvero, e lo occupa. Fa un investimento da immobiliarista: oggi vale poco, domani chissà. La leva è il suo carisma, la sua capacità di rendere l’europeismo popolare. Per ora i sondaggi sembrano dargli ragione, ma la campagna elettorale è lunga. Vedremo.

Macron vede uno spazio politico vuoto, pur non granché popolare in un Paese che europeista non lo è mai stato davvero, e lo occupa. David Cameron, invece, ha deciso di occupare il campo antieuropeista per provare a prosciugare il consenso degli euroscettici. E come è andata a finire l'abbiamo visto: dimissioni

L’altra strada è quella di David Cameron e la ricordiamo bene. È la strada di un leader che per vincere le elezioni e depotenziare un nemico sempre più popolare - in questo caso, gli antieuropeisti dell’Ukip e la fronda sovranista interna ai conservatori- decide di occupare il loro campo per provare a prosciugare il loro consenso: “Siete anti-europeisti? Bene. Se vinco, faremo un referendum sulla permanente del Regno Unito in Europa”. L’operazione, inizialmente, sembra funzionare: Cameron stravince le elezioni e l’Ukip porta a casa un risultato molto deludente. Inizialmente. Perché la storia prosegue, il referendum viene indetto, la Brexit trionfa e Cameron è costretto a dimettersi.

Il primo post del neonato blog di Matteo Renzi sembra suggerire che l’ex premier abbia imboccato la seconda strada: «A cosa serve l’idea dell’Europa nata a Ventotene - scrive -? A inviare letterine ridicole per chiedere assurde correzioni sul deficit, come quelle che ci hanno inviato senza risultati per tre anni? Davanti a 45mila scosse di terremoto e all’inadempienza dell’Unione Europea sugli immigrati, come rispondiamo non alle regole — che rispettiamo — ma alle miopi interpretazioni delle regole fatte da qualche euro burocrate?»

Una mossa geniale, secondo alcuni. L’anti-europeismo è molto popolare in Italia e mettersi a difendere l’Unione, per un leader che già ha subito una sonora sconfitta, in tempi recenti, è quasi suicida. Eppure, la scelta di Renzi - vincente nel breve - rischia di costargli cara nel medio periodo.

L'antieuropeismo non paga: l’elettore preferisce sempre l’originale alla copia, e l’anti-europeismo lo cavalca di certo meglio chi come Matteo Salvini sogna la fine dell’”Unione Sovietica Europea“, o chi come Beppe Grillo vuole un referendum per l’uscita dall’Euro

Perché la storia insegna: l’elettore preferisce sempre l’originale alla copia, e l’anti-europeismo lo cavalca di certo meglio chi come Matteo Salvini sogna la fine dell’”Unione Sovietica Europea“, o chi come Beppe Grillo vuole un referendum per l’uscita dall’Euro. E non c’è da stupirsi se leghisti e Cinque Stelle, nelle prossime settimane, alzeranno ancora di più il livello della loro critica all’Unione, per marcare la loro differenza con Renzi. Costringendo Renzi da sempre sincero europeista, prima di convertirsi sulla via di Bratislava, a seguirli sul loro terreno.

Si ripeterà la storia? L’Italia finirà come il Regno Unito? Non lo sappiamo. Ma ci permettiamo un consiglio al segretario del Partito Democratico. Ragioni un po’ più da immobiliarista e un po’ meno da acrobata. E faccia una telefonata a Cameron, quando ha due minuti di tempo

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