Avvisate Renzi: la risposta a Trump esiste, e si chiama Europa

Il Vecchio Continente è aperto, accogliente, pacifico, eco-sostenibile, solidale. Tutto cil contrario della nuova America di The Donald. Perché non dirlo, allora, invece di parlare di un’Europa senz’anima come ha fatto l’ex presidente del Consiglio?

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30 Gennaio Gen 2017 1115 30 gennaio 2017 30 Gennaio 2017 - 11:15

Sta diventando surreale, la posizione che Matteo Renzi sta assumendo nei confronti dell’Europa. Lui che nel suo primo discorso da politico nazionale mette l’Europa - insieme a merito e futuro - tra le tre parole chiave della sua visione politica e che oggi, poco più di quattro anni dopo, non passa discorso senza che dedichi alle istituzioni comunitarie e alle politiche che portano avanti più strali, battute, veleno di quanto non ne dedichi a D’Alema.

«Cosa altro potrebbe vedere un marziano che scendesse sulla Terra? - ha tuonato sabato 29 gennaio scorso a Rimini -. L'Europa che anziché ragionare e riflettere dei massimi sistemi e domandarsi dei massimi sistemi, fa lo 0,2 che è un prefisso». Il suo riferimento è, ovviamente, al fatto che l’Italia abbia sforato, per l’ennesima volta, i vincoli di bilancio che aveva concordato con la Commissione: «Di fronte a una situazione innovativa, in Europa accade che l'Europa si mette a mandare letterine dicendo che noi abbiamo questo grande problema».

Avesse ragione, alzeremmo le braccia. Renzi era europeista e gli sono bastati mille giorni al governo per cambiare idea. Fine. Il problema è che ha completamente torto. Ce l’ha nel merito delle questioni, prima di tutto. Perché l’Europa non solo ragiona e riflette dei massimi sistemi, ma agisce in funzione di essi. L’Europa è quella bandiera che i profughi siriani reggevano fra le mani quando sono arrivati nelle stazioni tedesche, dopo che Angela Merkel ha deciso di aprir loro le porte della Germania, quegli stessi profughi a cui nei giorni scorsi Donald Trump ha chiuso le porte dell’America. L’Europa è quel posto in cui gli attentati non sono il pretesto per attuare leggi liberticide o per rinchiudere terroristi e i loro presunti fiancheggiatori in centri detentivi in cui si torturano le persone.

L’Europa è Schengen, un sistema di libera circolazione di persone, merci, capitali, in un continente che si è scannato per secoli, lontano anni luce dagli ordini esecutivi che issano muri e vogliono ridiscutere i trattati commerciali. L’Europa è la culla dello sviluppo sostenibile, l’unico posto al mondo in cui buona parte dell’energia consumata proviene da fonti rinnovabili. L’Europa è la metà di tutto il welfare erogato al mondo, un continente in cui la riforma sanitaria di Obama sarebbe un gigantesco passo indietro

Ancora: l’Europa è Schengen, un sistema di libera circolazione di persone, merci, capitali, in un continente che si è scannato per secoli, lontano anni luce dagli ordini esecutivi che issano muri e vogliono ridiscutere i trattati commerciali. L’Europa è la culla dello sviluppo sostenibile, l’unico posto al mondo in cui buona parte dell’energia consumata proviene da fonti rinnovabili. L’Europa è la metà da la spesa sociale erogata al mondo, un continente in cui la riforma sanitaria di Obama sarebbe un gigantesco passo indietro.

L’Europa ha anche mille problemi, primi fra tutti quello della sua demografia, del suo gigantesco debito pubblico, di una classe media che si è impoverita, di un sistema bancario che deve trovare la strada della redditività, di una rivoluzione tecnologica che è accaduta ovunque altrove ma non qui, degli squilibri interni, della difficoltà di gestire i migranti e sì, pure dell’inconsistenza delle sue istituzioni, schiave dei ricatti e dei veti incrociati di ventotto Paesi membri ognuno dei quali con più potere di quanto lei ne abbia.

L’Italia è uno di quei 28 Paesi e Renzi, quando ne è stato premier, ha esercitato il suo potere esattamente come tutti gli altri, se non peggio. Fregandosene dei patti che lui o i suoi predecessori avevano sottoscritto, irridendo le istituzioni quando chiedevano il rispetto di quei patti, usando l’Europa come parafulmine e capro espiatorio per giustificare qualsivoglia manovra impopolare. In più, ha raccontato di avere in testa la fantasmagorica visione di un’Europa diversa, della quale tuttavia non abbiamo mai avuto il piacere di conoscere i dettagli.

Ecco, fuori da ogni ironia: se Renzi volesse dare risposte potenti quanto il messaggio di Trump dovrebbe smettere di parlare, lui per primo, di zero-virgola-due, di attaccarsi agli inutili feticci del deficit e del debito pubblico come leve di crescita, tanto più quando si parla del secondo Paese più indebitato d’Europa dopo la Grecia. E dovrebbe, piuttosto, dirci come, a suo avviso, possiamo rimanere noi stessi in un mondo che si muove in direzione ostinata e contraria. Siamo qui che lo aspettiamo.

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