Tolleranza zero contro accattoni e writer. Arriva in Italia una legge ispirata da Rudolph Giuliani

Da New York alla Laguna. Seguendo la filosofia della finestra rotta, il sindaco di Venezia Brugnaro promuove una proposta di legge per colpire i comportamenti che provocano il degrado urbano. Dall'accattonaggio all’ubriachezza molesta, anche chi imbratta i muri adesso rischia una notte in cella

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3 Febbraio Feb 2017 1308 03 febbraio 2017 3 Febbraio 2017 - 13:08

Tolleranza zero. Alla Camera dei deputati è partita una nuova crociata anti degrado. Pochi giorni fa è stata depositata a Montecitorio una proposta di legge per sanzionare tutti i comportamenti che mettono a rischio la sicurezza e il decoro nelle città. Il primo firmatario è il deputato di Area Popolare Andrea Causin, presidente della commissione d’inchiesta sulle periferie. L’ispiratore è il primo cittadino di Venezia Luigi Brugnaro, sindaco-sceriffo della Laguna. Al centro del caso finiscono quei piccoli reati troppo spesso impuniti, che pure influiscono direttamente sulla percezione della sicurezza dei cittadini. La prostituzione in strada, ad esempio. L’accattonaggio molesto. La norma promette il pugno duro anche contro chi si ubriaca in pubblico e chi imbratta i muri. Senza dimenticare il commercio abusivo su suolo pubblico. Tutti comportamenti a rischio, indicatori del degrado urbano, che da domani rischiano di essere puniti con alcuni giorni di reclusione.

«Nelle città ormai si sta perdendo il controllo sociale» racconta a Montecitorio il sindaco Brugnaro. «Non basta pulire le strade, le male marce devono essere tolte dalla cesta. Chi si comporta male deve essere punito, si faccia una notte in cella». Nata sulla base dei suggerimenti dell’amministrazione veneziana, la proposta di legge depositata in Parlamento si ispira liberamente alla teoria delle finestre rotte. La filosofia che nei primi anni Novanta caratterizzò la politica del sindaco di New York Rudolph Giuliani. Tolleranza zero, appunto. A partire dai reati minori. «Le scritte sui monumenti, l’abuso di alcolici in pubblico, l’occupazione di edifici e appartamenti: sono tutti comportamenti che se lasciati impuniti provocano la diffusione di reati più gravi» spiega Causin. Si tratta di dare un segnale. «Perché oggi le persone stanno perdendo la fiducia nelle istituzioni - insiste Brugnaro - E invece devono vedere che lo Stato esiste».

Al centro del caso finiscono quei comportamenti troppo spesso impuniti, indicatori del degrado urbano. La prostituzione in strada, ad esempio. L’accattonaggio molesto. La norma promette il pugno duro anche contro chi si ubriaca in pubblico e chi imbratta i muri. «Chi sbaglia passi una notte in cella»

La scia di polemiche sembra inevitabile. Come intervenire per bloccare sul nascere questi reati? La norma indica nove diversi comportamenti particolarmente significativi in tema di degrado urbano. Dalla prostituzione in strada all’occupazione di suolo pubblico, fino al consumo di stupefacenti in strada. Tutti illeciti «lesivi del bene giuridico sicurezza urbana». Oggi il giudice di pace penale può intervenire con tre diverse sanzioni: una pena pecuniaria, la permanenza domiciliare o lavori di pubblica utilità. La proposta gli attribuisce una quarta forma di sanzione, costituta dalla «permanenza presso la polizia giudiziaria fino a un massimo di dieci giorni». Insomma, «i responsabili devono passare una notte in cella» sintetizza Brugnaro.

È un intervento a costo zero per lo Stato, che non intaserà la macchina giudiziaria. Così assicurano i proponenti, almeno. Le “camere di sicurezza” previste dalla legge, infatti, sono interamente a carico delle amministrazioni comunali. Saranno i sindaci a predisporre «appositi locali idoneamente attrezzati», ma anche a provvedere alle spese per la loro gestione: pulizie, custodia, vitto per i fermati… Per essere rimessi in libertà, si legge nel documento parlamentare, i protagonisti degli illeciti dovranno versare una cauzione di minimo 500 euro. Non solo. Per alcuni di questi reati, nel caso di individuazione dei responsabili in flagranza di reato, si ipotizza la celebrazione di processi per direttissima.

Nata sulla base dei suggerimenti dell’amministrazione veneziana, la proposta di legge depositata in Parlamento si ispira liberamente alla teoria delle finestre rotte. La filosofia che nei primi anni Novanta caratterizzò la politica del sindaco di New York Rudolph Giuliani. Tolleranza zero, a partire dai reati minori

La proposta di legge ha già raccolto il consenso di Area Popolare e Forza Italia. Intervenuto a Montecitorio, il presidente dei deputati berlusconiani Renato Brunetta assicura che il suo gruppo è pronto a votare a favore. Eppure è difficile ipotizzare il destino della norma. La legislatura è agli sgoccioli, il tempo a disposizione per l’approvazione parlamentare non sembra troppo. «Eppure si tratta di un’azione semplice - spiega il sindaco di Venezia - Le Camere potrebbero approvarla velocemente». Più facile che le misure vengano inserite in un contesto più ampio. «Sappiamo che il ministro Minniti sta lavorando a un’ipotesi di riordino del pacchetto sicurezza» insiste il primo firmatario Causin. «Ci auguriamo che questa proposta possa dare a sindaci la possibilità di agire».

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