Se non ci fosse stato Draghi? Staremmo meglio

Giochiamo sul filo del paradosso: con un altro alla guida della Bce avremmo avuto meno tempo e fiducia, magari pure la Troika. Eppure, forse, la dura realtà ci avrebbe fatto meglio dei “regali” di Super Mario

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7 Febbraio Feb 2017 1007 07 febbraio 2017 7 Febbraio 2017 - 10:07
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Facciamo finta che Mario Draghi non ci sia mai stato. O meglio, che a sostituire Jean Claude Trichet nello stretto passaggio della tempesta sui debiti pubblici di fine 2011 ci fosse finito un tedesco, ad esempio l’attuale presidente della Bundesbank Jens Weidmann. Facciamo finta che nell’estate del 2012 nessuno avesse mai detto che avrebbe fatto qualunque cosa per salvare l’Euro, che un anno e mezzo dopo nessuno avesse dato l’ordine di acquistare a tappeto i titoli di Stato e stampare moneta come se non ci fosse un domani. Facciamo finta di non essere ancora oggi appesi alle sue ferme rassicurazioni sull’ineluttabilità della moneta unica.

Giochiamo sul filo del paradosso, sia chiaro. E non abbiamo certo il potere di leggere tra gli universi paralleli. Però dovremmo ammettere a noi stessi che gli effetti taumaturgici delle scelte di Mario Draghi siano meno cristallini di quanto si dia per scontato siano stati, perlomeno dalle nostre parti.

Ad esempio, probabilmente la corsa dello spread tra Btp e Bund - dopo la discesa successiva all’avvicendamento tra Berlusconi e Monti e la successiva risalita - non si sarebbe arrestata a luglio 2012 e avrebbe richiesto, anche in Italia, l’intervento della Troika, che ci avrebbe prestato i suoi soldi e imposto la sua agenda: una tassa patrimoniale, probabilmente, e un bel po’ di tagli alla spesa pubblica che avrebbero ridotto lo stock del nostro debito pubblico e del nostro deficit in misura più significativa.

La crescita economica sarebbe rimasta al palo? Esattamente quel che è successo anche con Draghi. Il Movimento Cinque Stelle avrebbe avuto un clamoroso exploit alle successive elezioni del 2013? L’ha avuto comunque. E per la cronanca, di populisti con un simile successo non si è vista nemmeno l'ombra in Spagna, Portogallo, Irlanda e Grecia. Lo spread però sarebbe sceso senza doping, né promesse di doping come accadde nell’estate del 2012.

Se non ci fosse stato Draghi oggi saremmo esattamente dove siamo, ma non saremmo terrorizzati dalla fine del QE, dalla prossima crescita dei tassi d’interesse, dallo spread che pur sotto effetto di sostanze stupefacenti torna a crescere sopra quota 200, mentre non abbiamo risolto ancora nessuno dei nostri problemi

Probabilmente, senza Draghi in cima all’Eurotower non ci sarebbe stato nemmeno il quantitative easing, per gli amici QE, nei primi mesi del 2015. Nessuno ci avrebbe regalato né spazio, né tempo per fare altro debito, per sperimentare costose e fallimentari politiche espansive come gli 80 euro o droghe occupazionali come la decontribuzione per i neo assunti. Avremmo risparmiato quei soldi, ma non saremmo cresciuti? Esattamente come non siamo cresciuti, o quasi, nell’ultimo biennio, pur in presenza dello scenario macroeconomico a noi più favorevole possibile. L’inflazione sarebbe rimasta al palo? È rimasta al palo comunque. Così come è rimasta alta - anzi, sono cresciute - la disoccupazione, la rabbia dei cittadini, il consenso di movimenti populisti come il Movimento Cinque Stelle e la Lega Nord, la sfiducia verso l’Unione Europea.

Al contrario, se non ci fosse stato Draghi oggi saremmo esattamente dove siamo, ma non saremmo terrorizzati dalla fine del QE, dalla prossima crescita dei tassi d’interesse, dallo spread che pur sotto effetto di sostanze stupefacenti torna a crescere sopra quota 200, mentre non abbiamo risolto ancora nessuno dei nostri problemi, a partire da quello del nostro ipertrofico e comunque crescente debito pubblico.

Shame on Super Mario, quindi? Non sia mai. Anzi, è lui che dovrebbe avercela con noi: ci ha regalato fiducia e tempo, abbiamo buttato via entrambi. Ecco, invece che chiederci cosa sarebbe successo se non ci fosse stato Draghi, dovremmo chiederci cosa sarebbe successo se non ci fossero stati gli italiani.

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