Imprese non pagate, aria irrespirabile, fogne inesistenti. L'Europa ci multa (e ha ragione)

La Pubblica Amministrazione che non paga le imprese, l’aria irrespirabile, le fogne che non esistono: ecco perché l’Europa, ogni anno, ci multa. Ecco perché quest’anno il conto potrebbe essere molto salato

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MARCO BERTORELLO / AFP

16 Febbraio Feb 2017 1126 16 febbraio 2017 16 Febbraio 2017 - 11:26

500 milioni, euro più euro meno. Rischia di essere il prezzo annuale della nostra ferrea volontà di non rispettare le regole europee. O del nostro sovranismo cazzaro, se preferite. A questo, infatti, potrebbe ammontare il conto delle procedure d’infrazione che l’Europa ha aperto contro l’Italia. Sarebbe un piccolo record, a suo modo, per un Paese che già di suo batte - per distacco - in negligenza tutti gli altri ventisette membri dell’Unione.

Facciamo due conti: a oggi, risultano aperte ben 72 procedure d’infrazione nei confronti del Belpaese, 16 delle quali per il mancato rispetto di direttive ambientali. Peraltro, nel giro di sole ventiquattro ore si sono aggiunte quella per i tempi di pagamento delle imprese da parte della pubblica amministrazione, quella per il mancato rispetto della normative sulle acque reflue, e la seconda fase di quella per i valori fuori controllo di biossido di azoto nelle grandi città. Buon ultima, a marzo arriverà quella per il mancato rispetto di limiti di polveri sottili nell’aria.

Insomma, se pensavate che gli eurocrati se la prendessero solo con il nostro deficit, con le nostre spese allegre, o col diametro delle nostre vongole vi sbagliate di grosso. E forse il nostro problema con l’Europa sta tutto qua. Che in Italia abbiamo un concetto molto vago di regola e possiamo permetterci - meglio: lo Stato può permettersi - di fare il bello e il cattivo tempo. Oltralpe, ahinoi, carta canta.

E allora ecco la multa se nel 2013 abbiamo promesso di pagare i fornitori della pubblica amministrazione a sessanta giorni e poi li paghiamo a 144, col rischio di far fallire delle imprese sane per troppi crediti non riscossi. Eccola se promettiamo di far scendere i veleni nell’aria e poi usiamo la flessibilità conquistata per distribuire mancette ai diciottenni, che poi al cinema non ci vanno perché sono a letto con la bronchite asmatica

E allora ecco la multa se nel 2013 abbiamo promesso di pagare i fornitori della pubblica amministrazione a sessanta giorni e poi li paghiamo a 144, col rischio di far fallire delle imprese sane per troppi crediti non riscossi, il tutto per preservare la nostra improduttiva spesa pubblica. Eccola se promettiamo di far scendere i veleni nell’aria e poi usiamo la flessibilità conquistata per distribuire mancette ai diciottenni, che poi al cinema non ci vanno perché sono a letto con la bronchite asmatica. Eccola se non smaltiamo correttamente i rifiuti nucleari - pur avendo detto no al nucleare da quarant’anni. Eccola se mentre inneggiamo all’acqua pubblica, ci dimentichiamo di separare quelle pulite da quelle sporche. Eccola se non cooperiamo come promesso per la lotta al terrorismo, se non misuriamo adeguatamente la qualità dell’aria, se non trattiamo come si dovrebbe gli animali utilizzati a fini scientifici.

500 milioni di euro. Perché non facciamo cose che migliorerebbero la nostra qualità della vita. Ricordatevelo, quando vi diranno che in Italia mancano i soldi per colpa dell’Europa e degli eurocrati cattivi.

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