Altro che California! Ecco il viaggio in Europa che Renzi deve fare per rilanciare se stesso e l’Italia

Elon Musk e l’università di Stanford? No, grazie. Ecco dove l’ex premier deve andare per trovare le idee, in vista di una nuova campagna elettorale. Un viaggio che parte dalla Germania e arriva alla Finlandia. Pronti a partire?

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STR / Foreign Ministry of Japan / AFP

23 Febbraio Feb 2017 1031 23 febbraio 2017 23 Febbraio 2017 - 10:31
Tendenze Online

Lungi da noi fare i tour operator per l’ex presidente del consiglio e segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, in California «per ossigenare il cervello». E non vorremmo nemmeno fare la parte dei guastafeste, mentre mette ottomila chilometri tra se e le beghe congressuali, andando nel posto che più di ogni altro incarna, ai suoi occhi, l’innovazione e lo sviluppo che vorrebbe per l’Italia.

Eppure, fossimo stati l’agenzia viaggi di Matteo Renzi, gli avremmo consigliato un viaggio diverso. Un po’ meno esotico e fighetto, forse, senza voli intercontinentali, ma sui piccoli velivoli delle compagnie low cost. Ma altrettanto istruttivo, se non di più, in vista di nuove sfide politiche. Partiremmo dalla Germania, e gli faremmo visitare una delle sessantasei sedi del Fraunhofer Institut, una rete di istituti di ricerca di base e applicata che mette al lavoro 24mila persone provenienti da tutto il mondo, che genera un volume di ricerca di 2 miliardi all’anno, finanziata al 30% dallo Stato federale e al 70% dalle imprese, e che costituisce l’architrave della competitività e della produttività tedesca, il vero motivo del suo sontuoso surplus commerciale, molto più dell’Euro.

Da lì, ci sposteremmo in Francia per provare a capire come mai Oltralpe investono quindici volte quel che investiamo noi nelle start up - 2,7 miliardi contro 170 milioni, tanto per dare delle cifre - diventando il terzo hub tecnologico europeo per volume d’investimenti, nel giro di pochi anni. Per capirlo, proveremmo a fare una chiacchiera con Xavier Niel, che alle porte di Parigi sta aprendo Station F, l’incubatore d’impresa più grande del mondo. E magari anche a un ragazzetto che passa di lì, provando a chiedergli cosa si provi ad aprire un’impresa in quattro giorni appena.

Già che ci siamo, faremmo un salto in Spagna, scegliendo una a caso tra Barcellona, Valencia, Madrid o Saragozza, quattro delle cinque più grandi città del Paese, ognuna delle quali amministrata da un sindaco espresso da un movimento civico nato dal basso, partendo da problemi concreti come la casa. Gli faremmo incontrare Ada Colau, Manuela Carmena, Joan Ribò, Pedro Santisteve Roche, che magari potrebbero spiegargli che per creare una comunità politica nuova, dal basso, non bastano le Leopolde e i Lingotti. E che i partiti leggeri non portano da nessuna parte, se non affrontano problemi pesanti.

Forse, alla fine di questo viaggetto tra Germania, Francia, Spagna, Olanda e Danimarca, Matteo Nostro avrebbe meno punti sulla sua tessera mille miglia e meno selfie con i guru della Silicon Valley da mostrare a parenti e amici. Siamo tuttavia convinti che tornerebbe con una valigia piena di idee e buone pratiche da imitare

Rubato l’ultimo raggio di sole, quindi, ci ritufferemmo nel gelido inverno per recarci un po’ più a nord, in Olanda, dove è in atto un piano di riqualificazione termica degli edifici - EnergieSprong, si chiama - il cui obiettivo è rifare pareti e coperture per ridurre drasticamente la dispersione termica e le emissioni nocive in atmosfera. Ci ha raccontato Norbert Lantschner che stanno procedendo a un ritmo attraverso processi innovativi ancora oggi in continua evoluzione, che consentono di operare con tempi e costi record. E poi in Danimarca, dove il miglior sistema pensionistico d’Europa pesa “solo” il 13,8% della spesa nazionale - in Italia è quasi il 30% -, mentre il sostegno alle famiglie arriva all’8,6% (in Italia è il 2,3%). Per chiudere in gloria, tra Estonia e Finlandia, Paesi che stanno provando a fare della scuola il loro principale asset di sviluppo, investendoci il doppio rispetto a quel che ci investe l’Italia, e sperimentando tecniche di apprendimento innovative, dalla fine delle materie scolastiche a compartimenti stagni ai corsi di programmazione per i bambini delle elementari.

Forse, alla fine di questo viaggetto Matteo Nostro avrebbe meno punti sulla sua tessera mille miglia e meno selfie con i guru della Silicon Valley da mostrare a parenti e amici. Siamo tuttavia convinti che tornerebbe con una valigia piena di idee e buone pratiche da imitare. Soprattutto, speriamo, con il dubbio che forse l’America ce l’abbiamo in casa, qui in Europa, che la missione ultima del più grande partito socialdemocratico presente nel parlamento europeo sia quella di fare di questi esperimenti le architravi dell’Europa di domani. Quella in cui sarà Elon Musk a farci visita, per «ossigenare il cervello».

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