Guardate all’andamento dei titoli per investire? State sbagliando tutto

La cosa più difficile da gestire per un investitore dilettante? L’emotività. Ecco perché, prima di investire, occorre chiedersi perché. E agire di conseguenza, con un progetto d’investimento ben preciso

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JOHANNES EISELE / AFP

24 Febbraio Feb 2017 1148 24 febbraio 2017 24 Febbraio 2017 - 11:48
WebSim News

Gli gnomi. Così in gergo erano chiamati i piccoli investitori sulle piazze finanziarie cinesi di Shanghai, Shenzhen e Hong Kong. 90 milioni di conti individuali di intermediazione - più degli iscritti al Partito Comunista Cinese, che sono 88 milioni - la cui emotività ondeggia come i grafici aggiornati in tempo reale sul loro smartphone. Un’emotività difficilissima da gestire, soprattutto in assenza di competenze specifiche, che rischia di lasciare in preda all’euforia o al panico: vendere quando il mercato scende, comprare quando risale. La strategia migliore per perdere un sacco di soldi. Inferno in terra per un mercato come quello italiano, in cui sei risparmiatori su dieci - è l“’Indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani”, realizzata dal Centro Einaudi con Intesa San Paolo a dirlo - affermano di investire per proteggersi da un imprevisto.

L‘antidoto? Si chiama progetto di investimento. E consiste, molto banalmente, di porre una semplicissima domanda in testa a tutto: perché investo i miei risparmi? Cosa voglio ottenere? Una domanda la cui risposta è la vera cartina tornasole attraverso cui misurare la propria propensione o la propria avversità all’incertezza, vero e proprio convitato di pietra del gioco finanziario.

Ad esempio, un investimento a basso rischio e altrettanto basso rendimento - un fondo obbligazionario, ad esempio, o un titolo di Stato - può essere una scelta corretta e razionale per una persona anziana che deve integrare con una piccola rendita il proprio assegno pensionistico, ma può al pari essere inadatto per un giovane che oggi lavora e che vuole integrare la sua futura pensione. Lo stesso, a parti invertite, vale per un fondo azionario che ha un profilo di rischio più elevato.

Le cose si complicano, ovviamente, al crescere delle variabili. Un caso classico, ad esempio, è quello di un giovane adulto con un figlio. In questo caso, i progetti d’investimento sono almeno due. Quello per assicurare al figlio l’iscrizione all’università e quello per destinare parte del risparmio a una pensione integrativa. Il primo piano d’investimento avrà un orizzonte decennale e sarà giocoforza meno rischioso del secondo, che invece avrà un orizzonte almeno doppio, o triplo. A questo si può aggiungere un piano d’investimento legato all’acquisto di una nuova casa, o anche la necessità di integrare lo stipendio - o una pensione - con una rendita periodica per finanziare le spese quotidiane.

Vendere quando il mercato scende, comprare quando risale è la strategia migliore per perdere un sacco di soldi: l‘antidoto si chiama progetto di investimento. E consiste, molto banalmente, di porre una semplicissima domanda in testa a tutto: perché investo i miei risparmi?

L’alchimia può diventare piuttosto complessa, insomma. Serve sapere quali titoli sono compatibili con ogni progetto d’investimento, anche in relazione all’andamento del mercato. Serve ponderare i versamenti in funzione del reddito di partenza e degli obiettivi che ci si pone - per quanto possa sembrare controintuitivo se avete bimbi che hanno appena imparato a camminare dovreste avere già iniziato ad accumulare i risparmi per pagare le rette universitarie e l’affitto della stanza, così’ come se state lavorando da meno di dieci anni, dovreste già aver iniziato un piano di previdenza integrativa. Serve dividere il capitale iniziale e i flussi di ricavi in ciascuno dei progetti d’investimento. E, in ultimo, serve conoscere la propensione al rischio del potenziale investitore.

Questionari, simulatori, algoritmi aiutano il risparmiatore-investitore a farsi un’idea di come indirizzarsi. La soluzione più semplice e efficace è costruirsi un portafoglio dedicato per ciascun progetto di investimento o obiettivo, che sia far crescere il proprio patrimonio, comprare casa, mandare all’università i figli.

Investire per obiettivi aiuta anche a tenere a mente che questi investimenti non hanno bisogno di un costante intervento di ristrutturazione, ma solo di una manutenzione periodica, che può avvenire attraverso l’utilizzo di meccanismi automatici che mantengano il portafoglio allineato con i propri obiettivi, oppure di un consulente specializzato, ove necessario, compagni di viaggio ideali per farlo senza aggiungere il rischio dell’inesperienza a quello di mercato: «Abbiamo realizzato i “pacchetti smart” proprio per questo” - spiega Alberto Foà, di AcomeA SGR -: per mettere gli investitori nelle condizioni di perseguire con metodo un determinato obiettivo ed evitare gli errori dettati dall’emotività, restando focalizzati sul proprio piano d’investimento».

A volte, per non fare la fine degli gnomi cinesi occorre salire sulle spalle di qualcuno un po’ più alto.

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