Ecco perché dovremmo prendere esempio da Tokyo

Movimento, flessibilità, poliedricità. Ecco cosa noi italiani potremmo imparare dalla capitale giapponese

Tokyo

TOSHIFUMI KITAMURA / AFP

27 Febbraio Feb 2017 1715 27 febbraio 2017 27 Febbraio 2017 - 17:15

Eccoci giunti alla terza tappa tra le città le cui caratteristiche possono offrire spunti per la vita privata e professionale: Tokyo.

La capitale giapponese è un organismo in continuo movimento. Non parlo solo di mobilità, aspetto certamente caratterizzato da un grande dinamismo, ma di movimento come evoluzione. Una città con una storia importante ma che non ha paura di cambiare volto e identità. Di evolvere insomma, in un moto perpetuo che la trasforma.

Ogni qual volta un sisma colpisce l’Italia portando con sé enormi danni e un gran numero di vittime nasce il confronto con il Giappone che, terra soggetta a frequenti e potenti scosse, ha da tempo instaurato un sistema di prevenzione e contenimento dei danni.

I grattacieli di Tokyo possono subire grandi ondeggiamenti senza arrivare a rotture strutturali. Questo grazie a cuscinetti antisismici disposti alla base degli edifici, all’uso di acciai molto più elastici del normale e alla fibra di carbonio che avvolge i pilastri e li rende più resistenti alle fratture. La struttura diventa così elastica e resistente alle sollecitazioni di una scossa sismica, limitando i crolli e dando alle persone la possibilità di fuggire.

Ogni edificio di Tokyo possiede una propria identità estetica e logica, indipendente da ciò che lo circonda. Le strade della città sono un patchwork in continua crescita che può confondere gli occhi occidentali. Puro caos? Non per i giapponesi, per i quali la spontaneità è un elemento fondamentale della progettazione architettonica. Ai nostri occhi potrebbe sembrare una città disordinata, ma tutto dipende da cosa intendiamo per dis-ordine.

Quali ispirazioni possiamo trarre da Tokyo dunque?

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