Scrivere meno, scrivere meglio: perché non ne possiamo più della comunicazione verbosa

Abbiamo sempre meno tempo: scrivere diretto e chiaro è un piccolo, ma ottimo modo per non farlo sprecare agli altri e a noi stessi

Benigni

Una scena tratta dal film “Non ci resta che piangere” (1984)

27 Febbraio Feb 2017 0845 27 febbraio 2017 27 Febbraio 2017 - 08:45
Messe Frankfurt
WebSim News

«La cattiva notizia è che il tempo vola. La buona notizia è che il pilota sei tu», pare abbia detto Michael Altshuler, noto coach americano. Noi vantiamo Orazio che ci ricorda l’importanza del “carpe diem”, del vivere appieno il tempo che ci è dato, l’unico di cui vi sia certezza poiché del doman non ve ne è alcuna, parafrasando Lorenzo Il Magnifico.

Credo non ci sia un altro argomento in grado di suscitare così tanti pensieri e riflessioni in qualunque poeta, filosofo, scienziato e pensatore. Insomma in chiunque di noi. Questo tempo a noi mortali sta molto a cuore. Ma come tutte le cose che ci stanno a cuore, per esempio salute e ambiente, facciamo poco o nulla per preservarlo e godercelo poi al meglio. É molto diffusa la sensazione di essere già in ritardo quando ancora non si è fatto nulla, che ci assale tipicamente di prima mattina! Vi è mai capitato?

C’è un aspetto riguardo la mia gestione del tempo sul quale mi sono molto interrogata ultimamente. Mi sono accorta che, rispetto anche solo a 10 anni fa, passo molto più tempo a scrivere e a leggere. Mi sono interrogata sulla responsabilità dello scrivere partendo dal senso di spossatezza che vivo quando leggo alcuni messaggi verbosi, post (come questo? Dio non voglia, ma chissà!) prolissi, report ingarbugliati.

Come hanno detto bene Italo Calvino e Primo Levi, ci deve essere un fondo di cattiveria in chi scrive che “Sarebbe veramente un immenso quanto apprezzabile piacere per me avere occasione in tempi abbastanza brevi di organizzare un incontro” e non semplicemente “Avrei piacere di vederci domani”

Chi scrive così sta abusando del mio tempo. E io del loro se faccio altrettanto. Come hanno detto bene Italo Calvino e Primo Levi, ci deve essere un fondo di cattiveria in chi mi scrive: “Sarebbe veramente un immenso quanto apprezzabile piacere per me avere occasione in tempi abbastanza brevi di organizzare un incontro” e non semplicemente “Avrei piacere di vederci domani”.

Parlo naturalmente dello scrivere per lavoro. Ma nell’inganno non cadiamo più: siamo diventati tutti “Skim Reader”. Perdonate l’anglicismo, in italiano sono alla ricerca di una traduzione altrettanto felice. Vorrebbe dire “Lettore che screma”: colui che scorre gli scritti con gli occhi, alla ricerca del punto importante, trascurando tutto il resto.

Dobbiamo imparare a farci un grande regalo, specialmente al lavoro. Scrivere meno e scrivere meglio. Aiuterà a risparmiare tempo, a capirci meglio con tutto ciò che ne consegue e, parlando di business, anche a risparmiare costi. Per fare questo non si può improvvisare. Di recente mi è stata raccontata da uno dei suoi testimoni la vicenda che ho sintetizzato in questa videoinfografica. C’è da riflettere! E tu Manager Umano, pensaci: come ridurre i costi aziendali attraverso una migliore gestione del tempo dello scrivere?

Per partecipare all’evento, CLICCA QUI

Potrebbe interessarti anche