Il significato originale di “fake”? È ancora un mistero

Tutti conoscono le fake news, ma pochi sanno indicare l’etimologia della parola. La spiegazione più convincente la fa derivare dallo slang dei criminali del XIX secolo

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JUSTIN SULLIVAN / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP

4 Marzo Mar 2017 0830 04 marzo 2017 4 Marzo 2017 - 08:30

Ormai tutti sanno cosa sono le fake news, tutti sanno perfino cosa significhi fake. Ma quanti sono a conoscenza dell’origine di questa parola? Nessuno. Per la semplice ragione che non si sa.

Come si scrive qui, fake sarebbe entrata nella lingua inglese in un’epoca piuttosto recente. Avrebbe “solo” 200 anni. Veniva utilizzata nel gergo dei criminali. Il suo significato, per come lo riporta il dizionario dello slang criminale compilato nel 1819 da James Hardy Vaux, A New and Comprehensive Vocabulary of the Flash Language, sarebbe molto variegato.

To fake any person or place, may signify to rob them”, scrive il vocabolario. E secondo questa dicitura fake può significare “rubare”. Ma anche “to fake a person, may also imply to shoot, wound, or cut” cioè fake significa “sparare, ferire o tagliare”. Attenzione, perché “to fake a man out and out, is to kill him”, e qui fake vuol dire “uccidere”.

Proseguendo, si nota che i significati attribuiti a fake, sono una miriade. C’è anche “sfigurarsi”, o – se relativo di una scarpa – “far male al piede”. Ma anche “tagliare le catene”, se usato nella locuzione fake your slangs. Non solo: fake a screeve vuol dire “scrivere una lettera”, mentre fake a cly vuol dire “rubare un portafogli”.

Ma insomma: sembra che fake non voglia mai dire fingere. Come è possibile?

Bisogna continuare a cercare a lungo, perché avviene solo in piccolo caso. È nell’espressione “to fake your pin, is to create a sore leg, or to cut it, as if accidentally, with an axe, etc., in hopes to obtain a discharge from the army or navy, to get into the doctor’s list, etc”.

Ecco: fake your pin, indicherebbe una sorta di automutilazione –finta – per sfuggire alla leva. Si simula un dolore, una ferita, un’infermità e la si fa franca. Perché, verrebbe da chiedersi, di tutti i significati è rimasto solo questo?

Una possibile spiegazione è che la volontà di fuga dall’esercito era, tuttos sommato, un’esigenza sentita anche da segmenti della società più ampi rispetto al sottomondo della delinquenza. L’espressione, vuoi per scherzo o per emulazione, potrebbe aver cominciato a circolare anche fuori dallo slang, fino a raggiungere la maggior parte della popolazione. A quel punto fake diventa, soltanto, “fingere”. E passa a indicare gli inganni, le truffe, le contraffazioni, che da sempre accompagnano l’umanità: dalla gamba mutilata fino alla notizia taroccata.

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