«Vi racconto le lobby che non vogliono la legalizzazione della Cannabis»

Le droghe leggere, che sono già diffuse ovunque in Italia, fanno concorrenza ad alcool e psicofarmaci. Per questo non vogliono legalizzarle

Cannabis
6 Marzo Mar 2017 1030 06 marzo 2017 6 Marzo 2017 - 10:30

Quando si parla della legalizzazione delle droghe leggere, è facile cadere nei pregiudizi, anche sul profilo di chi promuove questa battaglia. Incontreremo un giovane rasta, con la maglietta con disegnata la foglia di marijuana, piercing e tatuaggi al seguito? Questo ci impone, da tempo, la cultura mediatica e politica del nostro paese.
E invece arriva Luigi. Camicia, giacca, imprenditore con un passato nel mondo dell’associazionismo cattolico, una laurea in Economia e un’ esperienza in multinazionali in Italia e in Germania. Un outsider di un mondo che forse non conosciamo davvero.
Luigi Cornaglia nel 2016 ha pubblicato con i suoi soci un gioco di carte, Growerz, che stimola una riflessione sociale sfidando le abilità di coltivazione dei concorrenti, e ha contribuito a fondare Canapa Ligure, un network di creativi, imprenditori ed esperti del mondo della Canapa.

Luigi, di cosa parliamo quando sentiamo nominare le “droghe leggere”?
C’è un pregiudizio fortissimo che si è costruito intorno a questa definizione, il fiore di cannabis è un fiore, un "prodotto" assolutamente naturale che contiene il principio attivo chiamato THC, come di ogni sostanza ne esiste sia un uso che un abuso. Pensiamo all’acqua, assimilarla è fondamentale. Ma se te ne fanno bere 50 litri di seguito ti ci possono torturare. Per ogni cosa esiste un metro di giudizio e di buon senso, e su questo occorre confrontarsi. Invece sul tema della cannabis restano più pregiudizi che fatti.

Oltre ai pregiudizi, ci sono dei gruppi di interesse che si oppongono alla legalizzazione, per interessi economici?
Abbiamo visto di sì, negli Stati Uniti se ne parla molto, da noi meno. Alcune campagne di informazione contro la legalizzazione della Cannabis sono state finanziate da lobby di alcolici e da alcune multinazionali del farmaco. Questi due macrosettori vedono nello sviluppo del mercato della cannabis (soprattutto ricreativa) una forte concorrenza, lo hanno ostacolato e sembra continuino a farlo.

Alcune campagne di informazione contro la legalizzazione della Cannabis sono state finanziate da lobby di alcolici e da alcune multinazionali del farmaco. Questi due macrosettori vedono nello sviluppo del mercato della cannabis (soprattutto ricreativa) una forte concorrenza

In che modo la cannabis rappresenta una minaccia per i produttori di alcolici?
Bisognerebbe chiederlo a loro. Forse la cannabis rappresenta un prodotto concorrenziale e competitivo, soprattutto in termini di consumo ricreativo. Mentre per chi produce e vende farmaci, la cannabis rappresenta un vero e proprio prodotto sostitutivo. Negli Stati Uniti, in quegli stati dove è stata legalizzata la cannabis terapeutica, sono calate le vendite di psicofarmaci e benzodiazepine, probabilmente perché la gente sostituisce il farmaco per dormire con qualche “tiro” di canna.

Quale potrebbe essere la legge migliore per questo paese?
È una domanda su cui abbiamo riflettuto moltissimo e ci abbiamo costruito un gioco sopra. Abbiamo studiato più o meno tutti i casi degli ultimi anni e ci siamo concentrati sulle esperienze di altri Paesi UE. A titolo personale, ritengo che il miglior modello di legalizzazione sia quello che innanzitutto consenta l’autoproduzione, con un limite che potrebbe essere quello di 5 piante a testa. C’è una proposta in Parlamento che va in questo senso e la trovo assolutamente sensata.

In che modo l’autoproduzione potrebbe rappresentare una buona legge per l’italia?
Questo modello crea PIL, posti di lavoro, introiti per lo Stato e riduce i costi di un proibizionismo che ormai è diventato insostenibile. Pensiamo allo spaccio, alla criminalità, alla violenza e carcerazione, ai costi legati alla giustizia. Inoltre non favorisce quello che molti temono, ovvero una sorta di “turismo dello sballo” come lo si è visto a Barcellona o Amsterdam. Con l'autoproduzione ognuno a casa sua coltiva e consuma la varietà di pianta che più interessa, paga la bolletta della luce e compra semi, terra e fa giardinaggio. Tanto semplice...

Quali sono i numeri della Cannabis?
Le stime parlano di circa 6 milioni di consumatori ricorrenti in Italia, una percentuale alta. Non ci sono studi accurati ma si stima un giro d’affari di circa 5 miliardi di euro.

Come si deve interpretare il rapporto consumo e sicurezza? Per esempio verrà vietata la guida a chi consuma?
Certo, la legge in Parlamento presentata per la prima volta da un intergruppo parlamentare prevede questi dettagli. Ovviamente non ci si deve mettere alla guida dopo il consumo, così come non lo si può fare se si bevono vino o super alcoolici. Si tratta di applicare il buon senso e di promuovere un consumo consapevole.

Le stime parlano di circa 6 milioni di consumatori ricorrenti in Italia, una percentuale alta. Non ci sono studi accurati ma si stima un giro d’affari di circa 5 miliardi di euro

Chi è contrario alla legalizzazione della cannabis spesso sostiene questa induce al consumo di droghe pesanti.
Questa secondo me è una stupidaggine. È un po’ come dire tutti quelli che giocano alle slot-machines hanno iniziato da piccoli giocando a briscola, quindi dovremmo vietare il gioco della briscola per prevenire ludopatie?
È possibile che chi fa uso di sostanze pesanti abbia fatto anche uso di marijuana. Ma la domanda che dovremmo porre è: quanti tra quelli che fanno uso di marijuana sarebbero interessati a consumare anche eroina? Penso la risposta sarebbe quasi nessuno.

Qual è la tua opinione sulle dipendenze?
Non sono esperto di dipendenze e leggo e seguo chi ha più cultura ed esperienza in questo campo. Ma quello che mi sono sempre chiesto è: quante dipendenze ci sono oggi? Se guardi lo smartphone tutto il giorno puoi essere considerato dipendente? Se guardi la TV per più di 6 ore al giorno non hai forse una dipendenza? Se vogliamo parlare di dipendenze quasi tutto lo può diventare, persino il mangiare sempre dolci.
Consentire ogni genere di consumo ma proibire quello di cannabis è una contraddizione che non ha più alcun senso e non possiamo permetterci di non valorizzare un'opportunità che creerebbe posti di lavoro e introiti per lo stato.http://www.growerzcardgame.com/

Quali altri mercati potrebbero svilupparsi a seguito della legalizzazione della Cannabis?
Della canapa non si butta via niente e moltissimi prodotti derivanti dalla canapa industriale si possono già facilmente reperire. La pianta di canapa è una risorsa enorme perché se ne può utilizzare il fusto per fare filamenti e tessuti, le foglie per fare concimi. Inoltre la canapa è una pianta che assorbe dal terreno molte impurità ed è utilizzata come strumento di bonifica di terreni inquinati. Infine non dobbiamo dimenticare le applicazioni mediche, cosmetiche e gastronomiche. Il seme di canapa si usa per fare farine e oli, si usa in prodotti senza glutine e per alimenti che vediamo avere richiesta crescente di mercato. Insomma, se in tutto il Mediterraneo la produzione sta aumentando, in Italia non dobbiamo e non possiamo restare indietro.

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