Giù le tasse ai giovani, questo è il Renzi che ci piace

In attesa della kermesse del Lingotto, fa discutere la proposta di Tommaso Nannicini di concedere sgravi fiscali in base all’età. A noi piace molto: perché risarcisce i giovani, seppur parzialmente, di vent’anni di iniquità. E lancia un guanto di sfida in faccia al partito dei diritti acquisiti

Renzi Torna In Campo
7 Marzo Mar 2017 0932 07 marzo 2017 7 Marzo 2017 - 09:32

Per ora è solo un titolo, una proposta abbozzata in un’intervista al Messaggero dal consigliere economico di Renzi Tommaso Nannicini, che la illustrerà nel dettaglio sabato al Lingotto, in occasione dell’inizio della campagna di rielezione dell’ex premier e segretario del Pd. Eppure già fa discutere, e tanto, l’idea di abbassare l’aliquota Irpef ai giovani, in quanto tali.

Lo diciamo, in assoluta trasparenza, e senza conoscerne i dettagli: è una proposta che ci piace parecchio. Perché finalmente riconosce l’esistenza, in Italia, una questione generazionale. E, in questa dialettica, prende le parti dei giovani. Spieghiamo meglio: è da vent’anni, più o meno, che chi è giovane sta subendo una lunga e iniqua coda di provvedimenti che non toccano chi è più anziano di lui. Due su tutti: la flessibilità/precarietà costruita ai margini del mercato del lavoro, che toglieva diritti a chi ancora ci doveva entrare e lasciava intatti i privilegi di chi già era dentro. E l’ultima riforma delle pensioni, che, a causa del baluardo dei diritti acquisiti, ha cambiato il metodo di calcolo da retributivo a contributivo solo per chi ancora una pensione non ce l’ha.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: fabbriche e uffici in cui due persone con le medesime mansioni hanno contratti, retribuzioni e protezioni diversi, legati unicamente alla loro età di ingresso nel mondo del lavoro. Pensionati con i medesimi anni di contributi che ricevono assegni pensionistici diversi a seconda dell’anno in cui hanno smesso di lavorare.
Il tutto, col silenzio-assenso, salvo lodevoli eccezioni, dei sindacati - i cui iscritti, lavoratori o pensionati che siano - appartengono alla categoria dei privilegiati. E della sinistra, tutta o quasi.

Domanda: è equo che retribuzione, diritti, protezioni sociali cambino in funzione dell’età di chi li riceve? Risposta: no. Eppure a questa iniquità ci siamo abituati, al punto che facciamo addirittura fatica a riconoscerla. Ecco allora che la proposta di Nannicini assume una funzione risarcitoria. Sei stato vessato in quanto giovane? In quanto giovane, finché lo sarai, avrai uno sconto fiscale permanente

Domanda: è equo che retribuzione, diritti, protezioni sociali cambino in funzione dell’età di chi li riceve? Risposta: no. Eppure a questa iniquità ci siamo abituati, al punto che facciamo addirittura fatica a riconoscerla. Ecco allora che la proposta di Nannicini assume una funzione - parzialmente - risarcitoria. Sei stato vessato in quanto giovane? in quanto giovane, finché lo sarai, avrai uno sconto fiscale. Peraltro, è un guanto di sfida mica male lanciato in faccia al partito dei diritti acquisiti -se non sono di tutti, andrebbero chiamati privilegi, ma tant’è- ed è una sfida che fa onore a Renzi, se metterà in gioco la sua leadership per sostenerla.

Del resto, la sfida politica del sindaco-rottamatore nasce proprio come promessa di riscatto generazionale. Se non altro, perché a differenza dei D’Alema, dei Bersani e del resto della classe dirigente post-comunista e post-democristiana, Renzi non aveva da “portare giustificazioni“ non avendo né promosso, né votato nessuna delle leggi che avevano tolto ai giovani per lasciare ai non più giovani.

A distanza di cinque anni - con la disoccupazione giovanile stabilmente sopra il 40% - questa promessa non è stata mantenuta, anzi. E la fuga degli elettori giovani verso il Movimento Cinque Stelle, così come l’80% di No al referendum tra gli elettori under trenta, sono lì a dimostrarlo, al di là di ogni discussione. Per cambiare passo, Renzi doveva partire da lì. E da lì sta partendo. Bene così.

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