Sigarette e politica, Macron vuol far pagare un pacchetto 10 euro

Una manovra per fare cassa e scoraggiare i fumatori, e anche una manovra elettorale. Molto difficile, poi, che verrà realizzata davvero

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JEAN-FRANCOIS MONIER / AFP

7 Marzo Mar 2017 0814 07 marzo 2017 7 Marzo 2017 - 08:14

Non proibire, ma rendere molto più caro. Fa discutere la proposta del candidato alla presidenza francese Emmanuel Macron, che con il suo movimento En Marche! ha deciso di alzare il prezzo per pacchetto a dieci euro. Ottima idea per mandare in fumo una consistente quota di voti.

La questione, come sempre, è complicata: da un lato c’è l’esigenza di far cassa, dall’altro quella di risparmiare sui costi della sanità. In mezzo, le spinte politiche delle lobby e la necessità di prendere voti. Cosa fa Macron? Alza i prezzi, e lo fa con intenzioni benevole: in Francia gli introiti dalla vendita di sigaretta ammontano ogni anno a 14 miliardi di cucuzze (euro). Al tempo stesso, però, a causa dei danni da fumo lo Stato deve sborsare, sempre ogni anno, almeno 26 miliardi di euro. E ogni anno muoiono 75mila persone a causa delle sigarette. Più o meno, fano notare, uno Stade de France che scompare.

L’idea è lodevole ed è una ottima via di mezzo. Non proibisce ma rende proibitivo. Non punisce ma educa. Non fa spendere ma fa guadagnare. Soprattutto, è una furbata. E lo si nota subito: Macron sottolinea che la stessa decisione per funzionare, dovrà essere presa di concerto con gli altri Paesi europei. In particolare il Belgio, il Lussemburgo e la Germania. Altrimenti – è evidente – i tabaccai francesi di confine saranno danneggiati: “Come spiegare ai fumatori che vivono a Lille e a Strasburgo, per esempio, che in dieci minuti possono avere un pacchetto a metà del prezzo mentre in Francia costa dieci euro?”. Già come? In nessun modo: se per realizzare l’iniziativa bisogna mettere tutti d’accordo, è molto probabile che non avverrà mai. Per fare una battuta, si può dire che andrà in fumo.

In ogni caso, per non saper né leggere né scrivere, i tabaccai restano furiosi. E, per bocca del loro rappresentante nazionale parlano – chissà perché – di demagogia. Oltre al fatto che il provvedimento porterebbe a un aumento del mercato nero (ma va), lamentano di essere da anni nel mirino di una serie di politiche che vogliono “massacrarli”. Che esagerazione.

Il problema della retorica in eccesso, insomma, non è solo italiano. E anche quello delle promesse che non si vogliono realizzare davvero, a ben guardare. Eppure politiche intelligenti per diminuire il consumo di sigarette nella popolazione sarebbero ovunque le benvenute. In Francia e in Italia. Altrimenti sono solo fumi di parole.

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