Politica onesta? Prova il gioco che dimostra quanto è facile lasciarsi corrompere

Il potere logora, soprattutto i principi morali. Criticare è semplice, fare è molto difficile. Se poi si vuole essere anche onesti, è ancora più difficile. Una simulazione perfetta per i leoni da tastiera: onestissimi sulla carta ma incapaci nella realtà

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GEORGE CASTELLANOS / AFP

8 Marzo Mar 2017 1200 08 marzo 2017 8 Marzo 2017 - 12:00

Facile lamentarsi della corruzione dilagante in politica, delle mazzette volanti e delle politiche compiacenti nei confronti dei poteri forti. Facile, appunto, perché lo si guarda da fuori. Ma come reagirebbero i duri e puri se, cambiate le circostanze, si dovessero trovare dall’altra parte, a prendere decisioni difficili? Resterebbero intransigenti o si ammorbidirebbero?

Lo si può scoprire subito, senza per forza entrare in politica e vincere le elezioni. Questo gioco, creato dall’agenzia francese Journalism ++, simula l’attività di una media città della provincia francese. Si intitola Le Bon, la brute e le comptable (Il buono, il brutto e il direttore generale).

Ci si cala nelle vesti del direttore generale di un Comune. Come obiettivo deve durare dal 1993 al 2013. Se si resiste per vent’anni, allora si vince. In mezzo, però, ci sono molti ostacoli: le finanze del Paese, gli scontri con i palazzinari, le difficoltà nel gestire il consenso, le forze dell’ordine. Tutti gli esempi, fanno notare, sono tratti da veri episodi di cronaca.

Ogni scelta è complicata, va studiata bene, e il rischio di essere corrotti è dietro l’angolo. È giusto resistere sempre? O è meglio scendere a compromessi?

Lo si vede subito – e la realtà dei fatti anche in Italia lo dimostra – che alcune scelte, giuste in teoria, diventano molto meno intelligenti quando, per difenderle, si rischia di perdere il potere (e consegnare il potere ad altri soggetti, che si fanno meno scrupoli). Essere amministratori non è una passeggiata. Cercare di farlo mantenendo saldi alcuni principi è ancora più arduo. Occorre ricordarlo prima di lanciare sassi e maledizioni contro i sindaci italiani (sì, anche quelli della Capitale). E poi, se ci si sente tanto migliori, allora ci si metta alla prova: qui il link per il gioco. Se poi si vince, è il momento di candidarsi davvero. Se si ha il coraggio di fare e non solo di criticare via Facebook.

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