Inglese, parole da evitare se si vuole sembrare persone di classe

In Inghilterra l’accento definisce la regione, ma il lessico l’appartenenza sociale. Ci sono parole che i nobili, compresa la casa reale, non dicono e che lasciano, come le brioche, al popolo

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Toby Melville / POOL / AFP

11 Marzo Mar 2017 0830 11 marzo 2017 11 Marzo 2017 - 08:30

Non solo l’accento, ma anche il lessico. Anzi, soprattutto il lessico. Per stabilire la posizione sociale di un britannico la regola generale è ascoltarlo mentre parla. Non si sfugge. Di norma, l’accento indica la regione di provenienza e, a parte gli eccessi e alcuni casi di slang, non è indicativo del suo status. Il vero discrimine si ha sulla scelta delle parole: come spiega bene l’antropologa inglese Kate Fox, autrice del best seller Watching the English, ci sono espressioni e vocaboli che le persone importanti non dicono mai. Starebbe male.

Partendo dal basso (in via metaforica), chi volesse suonare aristocratico, ma non posh – perché lo stesso posh è un termine usato dalla classe inferiore (qui la storia della parola), e sarebbe preferibile smart – non dovrà mai e poi mai dire toilet. È così volgare. La famiglia reale, per fare un esempio incontestabile, non lo usa mai. Preferiscono invece loo o lavatory, molto più fine e delicato.

Se si tratta di un tovagliolo, è sempre meglio dire napkin. La parola serviette appartiene a quei parvenu del ceto medio benestante (ed è, per questo, insopportabile).

Per restare a tavola, chi mangia, di solito, si serve dei refreshment. Ma se appartiene a una certa classe, quella migliore, dirà solo food and drink. Refreshment lo dicono solo i manager. Alla fine non c’è il dessert, ma il pudding. Le persone comuni hanno una portion di cibo, ma i reali hanno solo helpings. Alla sera gli aristocratici hanno una supper, mentre il popolo fa la dinner. (Ogni tanto anche i reali dicono dinner, ma solo per le occasioni formali).

Del resto, sono i plebei ad usare il perfume, mentre l’uomo di classe dice scent. E quando si rivolge ai genitori dice Mummy and daddy. Dire Mum and dad è da borghesotti, e lui lo sa bene. Come sa che il soggiorno non è un living room (come piacerebbe ai rozzi) ma una semplice drawing room, o una sitting room.

Ma, spiega bene la Fox, la vera differenza la fa la parola Pardon. Comunissima, utilizzata spesso per chiedere di ripetere una frase che non si è capita, è però il segno più evidente di un’estrazione da middle class. Il nobile dice what, sorry? (mentre il buzzicone solo what, ma in modo più violento: whaa(t)?), e chiude la questione con tutta l’eleganza acquistata in secoli di buone maniere e bella società

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