Non solo Krokodil, le nuove droghe sono sempre di più, e sono incontrollabili

È aumentato il numero di sostanze psicoattive illegali con potenziale d'abuso in circolazione. E l'allarme Krokodil non è un caso isolato. Abbiamo fatto il punto della situazione con Roberta Pacifici

Getty Droga
11 Marzo Mar 2017 0830 11 marzo 2017 11 Marzo 2017 - 08:30

In questi giorni, sulla stampa italiana e internazionale è tornato alla ribalta il Krokodil la famigerata, molto economica e pericolosissima, droga mangia carne, che rende la pelle squamosa, proprio come quella di un coccodrillo.

Ma il Krokodil non è certo un caso isolato. Secondo i controlli dell’Unione Europea è aumentato il numero delle sostanze psicoattive illegali con potenziale d’abuso; la loro individuazione e l’accertamento della loro pericolosità per la salute ha portato, nel 2015, all’emanazione da parte del Ministero della Salute di quattro Decreti Ministeriali.

Abbiamo chiesto a Roberta Pacifici, responsabile dell’Osservatorio Fumo, Alcool e Droga dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità), di fare insieme a noi il punto della situazione.

È allarme Krokodil. Quando è entrata sul mercato italiano questa nuova e devastante droga?
Difficile dirlo. Continuamente entrano sul mercato nuove droghe, che però magari hanno una vita molto breve perché non piacciono al consumatore che le sperimenta direttamente. Questo fatto, in aggiunta all’entrata sul mercato di nuove molecole studiate a tavolino, rende la situazione in generale molto complessa.

Cosa si sa di tutte queste nuove molecole studiate a tavolino?
Purtroppo poco. Queste sono sostanze che non ci permettono facilmente di interpretare i sintomi clinici di un’intossicazione acuta anche perché, dal punto di vista laboratoristico esiste proprio una diffusa difficoltà a identificare queste nuove droghe: non tutti i laboratori, ad eccezione di quelli specializzati, sono in grado di identificarle. Poi si ha anche una scarsa conoscenza dal punto di vista farmacologico, cioè i rimedi medici da mettere in atto in caso di intossicazione acuta.

C’è una sorta di catalogazione di queste sostanze?
Ci sono quelle che hanno attività stimolanti simili agli effetti allucinogeni della cocaina, che creano appunto allucinazioni, psicosi e altri sintomi molto gravi. Poi invece dal punto di vista delle nuove droghe di origne naturale, abbiamo una larga diffusione dei semi da collezione per esempio, come la violacea. Si tratta di piante i cui semi contengono l’ammide dell’acido lisergico, un potente allucinogeno.

Chi ne fa uso?
Principalmente il mondo dei giovani e delle frequentazioni che possono variare dalla discoteca, alla piazza e al bar; dove c’è movimento maggiore.

È aumentato esponenzialmente il numero di sostanze psicoattive illegali con potenziale d'abuso. Tra cui il Krokodil. «Continuamente entrano sul mercato nuove droghe - spiega Roberta Pacifici - che però magari hanno una vita molto breve perché non piacciono al consumatore che le sperimenta direttamente»

Che diffusione hanno in Italia?
La diffusione di queste sostanze è in tutta Italia, non ci sono zone particolarmente più sensibili rispetto ad altre. Siccome internet è diventata la via di conoscenza e di acquisto maggiore, e internet ovviamente non ha una collocazione fisica nello spazio geografico, questo fenomeno raggiunge proprio tutti.

Quindi è cambiato anche il modo di acquistare la droga. E con internet sembra tutto più facile…
Si si, assolutamente. Se usiamo come termine di paragone il consumatore di eroina o il classico consumatore di cocaina, che avevano come metodo di approvvigionamento il tipico incontro col pusher nei luoghi di ritrovo, oggi la questione è molto più diluita e più diffusa. Internet è la piazza d’acquisto prevalente e questo cambia la percezione di pericolosità e di accettazione. Il tutto è molto più difficile da governare.

A proposito di eroina e cocaina, queste droghe “vecchie” sono in calo?
Per quello che riguarda la cocaina siamo in una situazione stabile dal punto di vista del consumo. La novità che emerge dagli ultimi dati presentati nella relazione annuale delle tossicodipendenze al parlamento è l’allarme sull’eroina.

Perché?
Perché l’eroina, che era una sostanza il cui utilizzo era in diminuzione, ha visto negli ultimi due anni una forte ricrescita; non iniettata, ma fumata o inalata. È una nuova via di assunzione che in questo caso ha abbassato il senso di pericolosità di questa sostanza. Si pensa che l’iniezione sia il metodo più pericoloso e che fumandola invece si corrano meno rischi. Questo ovviamente non è vero. La dipendenza che crea questa sostanza è sempre molto molto forte e si instaura velocemente, indipendentemente dal metodo di assunzione.

Internet è diventata la via di conoscenza e di acquisto maggiore, per cui oggi la questione droga è molto più diluita e diffusa. E cambia anche la percezione di pericolosità. Il tutto è molto difficile da governare

E le nuove sostanze psicoattive che livello di tossicodipendenza creano?

Queste sostanze immesse sul mercato sono troppo nuove e troppo “ballerine”, non sappiamo niente dal punto di vista tossicologico e farmacologico. Per cui, oltre agli effetti che producono, non sappiamo neanche se sono in grado di instaurare una dipendenza importante e veloce. Di queste sostanze al momento si ignorano tutti gli effetti farmaco-tossicologici.

Quindi una sorta di far west.. E per controllarlo?
Il modo che abbiamo a disposizione oggi è il sistema di allerta rapido che gestiamo qui in istituto; è il sistema di allerta della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Dipartimento delle Politiche Antidroga. È un sistema studiato dall’Unione Europea e controllato dall’osservatorio di Lisbona, per cui ogni nazione si attiva per avviare un circuito attraverso cui arrivano le segnalazioni, da parte delle forze di polizia e dei pronto soccorso, qui all’istituto, che a sua volta le valuta e decide il grado di allerta. Questo è un modo per far conoscere velocemente ai servizi sanitari, ai centri di pronto soccorso e alle forze di polizia quello che sta girando.

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