Far west a Lodi, la sinistra tace, la destra incassa

Mentre a Gugnano va in scena lo show di Matteo Salvini e di chi vorrebbe cancellare il reato di eccesso di difesa, nessuno del Pd o delle altre forze di sinistra ritiene di dover dire qualcosa su quanto accaduto. Il risultato? Lo scopriremo presto

Salvini

Foto tratta dal profilo Facebook di Matteo Salvini

14 Marzo Mar 2017 1117 14 marzo 2017 14 Marzo 2017 - 11:17

Alcune cose meritano di essere messe in fila, nella brutta storia della morte di Petru Ungureanu, trentaduenne rumeno, freddato con uno o due colpi di fucile da Mario Cattaneo, titolare della trattoria “dei Amis” di Gugnano, 15 km da Lodi, 24 minuti di automobile, durante un tentativo di rapina. Uno o due colpi, per l’appunto. Un tiro di grilletto che fa la differenza, nel determinare se l’anziano titolare abbia dichiarato il falso agli inquirenti ed ecceduto o meno nella difesa della sua proprietà. Tra le due versioni c’è l’accusa di eccesso di difesa personale. L’assoluzione o la condanna.

La comunità locale, nel frattempo, ha già assolto Mario Cattaneo, stringendosi attorno al compaesano, vittima sacrificale di una paura che - vox populi - non merita la galera. Ecco allora i messaggi di solidarietà, le petizioni, “Io sto con Mario” scritto coi pennarelli, ogni lettera di un colore diverso, come si faceva alle scuole medie, la trattoria piena di vecchi e nuovi avventori. E i fiori divelti e calpestati nel luogo in cui è stato ritrovato il cadavere di Petru Ungureanu, messi lì da chissà chi, ed evidentemente ritenuti sacrilegi.

Il ribaltamento è da commedia dell’assurdo, se non fosse una tragedia. L’omicida che diventa vittima. La vittima che diventa carnefice. Suo fratello che quasi sembra in obbligo di scusarsi, assicurando di aver perdonato Cattaneo e di non volere vendetta ma giustizia. Una brutta storia di violenza, comunque la si voglia girare, che diventa il pretesto per istituzionalizzarla, per permettere alle persone di poter sparare alle spalle di un rapinatore che attenta ai loro beni.

Nessuno ha ritenuto opportuno recarsi a Gugnano - #incammino, col trolley, ma solo dove ci sono cose belle da raccontare, pare di capire - per capire che aria tira, per parlare con la gente, per far vedere che lo Stato c’è e la politica pure, per provare a offrire una via d’uscita diversa dal far west. L’unico a farsi vedere - e riprendere, ça va sans dire - è stato Matteo Salvini

Chi potrebbe opporsi a questa narrazione, tace e si nasconde. Tace il Partito Democratico al Lingotto di Torino, che alla vicenda non dedica nemmeno una parola in tre giorni - nonostante sia Renzi sia Minniti abbiano detto che sicurezza non dev’essere una parola di destra - lasciando solo il Sindaco di Casaletto Lodigiano, uno dei loro, in balia della rabbia e della paura della propria comunità, di cui peraltro - volente o nolente - si è fatto portavoce. Tace il campo progressista di Giuliano Pisapia riunito al Teatro Brancaccio di Roma. L’unico che - si fa per dire - ha detto qualcosa, interpellato sul tema da una trasmissione televisiva, è stato il ministro della Giustizia Andrea Orlando, secondo cui «la legittima difesa delegittima lo Stato». Amen.

Nessuno tra loro ha ritenuto opportuno recarsi a Gugnano - #incammino, col trolley, ma solo dove ci sono cose belle da raccontare, pare di capire - per capire che aria tira, per parlare con la gente, per far vedere che lo Stato c’è e la politica pure, per provare a offrire una via d’uscita diversa dal far west. Gli unici a farsi vedere - e riprendere, ça va sans dire - sono stati Daniela Santanché, Ignazio La Russa e Matteo Salvini, che ha preso le difese di Mario Cattaneo, ha annunciato che la Regione Lombardia, a guida leghista, pagherà le spese processuali del ristoratore e rilanciato il progetto di legge del suo partito che cancella il reato colposo di eccesso di difesa.

Lo diciamo a chi crede che il caso si sgonfierà, che le priorità saranno altre, che nell’agenda politica le parole sicurezza, paura, rabbia stiano molto in basso, che non siano meritevoli di alcuna attenzione, né di alcuna elaborazione politica. Che sia più utile parlare di legge elettorale e di forma partito. Speriamo solo, per noi e per loro, che il risveglio non sia troppo brusco.

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