Canzoni famose che in realtà sono cover (e non lo sapevi)

Il successo di un’interpretazione può diventare così grande da far dimenticare le vere origini di un brano. Sembra strano, ma succede molto spesso con casi insospettabili

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15 Marzo Mar 2017 1200 15 marzo 2017 15 Marzo 2017 - 12:00

Vince sempre chi diventa famoso. È un principio universale che vale soprattutto nel mondo della musica e nel sottomondo, molto curioso, delle cover. Se il Bandito e il Campione è, a parere di tutti, opera di Francesco De Gregori, è perché è stato lui a renderla una canzone famosa, anche se l’autore era il fratello. E lo stesso vale per altri grandi classici della musica leggera, in cui l’esecutore più celebre viene scambiato per l’autore.

Il caso più eclatante forse è Torn, hit del 1997 di Natalie Imbruglia che sbancò all’epoca. Non è opera sua, ma di una band alternativa di Los Angeles, gli Ednaswap, nel 1995. Non solo: la Imbruglia non è nemmeno l’unica ad averne tratto una cover, ma solo quella di maggior successo. Guardare per credere:

Per chi sente Girls Just Want To Have Fun, il primo nome che viene in mente è Cyndi Lauper. Eppure nemmeno questa è sua: è stata scritta da Robert Hazard, che la registrò per la sua band (Robert Hazard and the Heroes) nel 1979. A differenza dei poveri Ednaswap, però, non la pubblicò mai:

Aretha Franklin chiedeva Respect nel 1967, ma la sua canzone era stata ripresa da quella – uguale – di Otis Redding. Ci sono alcune differenze (ad esempio il ritornello R-E-S-P-E-C-T della Franklin), ma la più grande è il senso generale della canzone: per Redding Respect è un modo più carino per indicare il sesso, mentre per la cantante è un simbolo del potere femminile.

L’idea fu di Prince, per il suo progetto The Family. Ma nonostante la notorietà del cantante, la canzone non decollò. Era il 1985. Per risentirla si dovette aspettare cinque anni, con la cover di Sinéad O’Connor: da quel momento Nothing Compares To You è legata solo a lei.

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