Dalle stalle alle stelle: le regole d’oro per ricominciare da zero

Non rimuginare sui motivi del fallimento, avere un piano, aprirsi all’apprendimento: così ci si può riprendere dopo una caduta nel lavoro o nella vita. Le lezioni di Alex Zanardi e dell’ultraman Rich Roll

Harrison Ford As Indiana Jones In Raiders Of The Lost Ark

Come molte future star di Hollywood, anche Harrison Ford ebbe un inizio di carriera segnato dal fallimento. Dopo i primi insuccessi lavorò come carpentiere per mantenere la famiglia

15 Marzo Mar 2017 1204 15 marzo 2017 15 Marzo 2017 - 12:04
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«Quando mi sono svegliato in ospedale, ho guardato la metà di me che restava, non quella che mancava». Così disse Alex Zanardi dopo il terribile incidente che nel 2001 gli costò l’amputazione delle gambe, oltre a otto arresti cardiaci, tre giorni di coma, sedici operazioni e anche un’estrema unzione. Mi chiedo quasi ogni giorno quale sia la forza interiore di una persona di questo tipo e se sia possibile impararla. Non si tratta, infatti, solo di resilienza, cioè della capacità di superare un evento traumatico, ma soprattutto della velocità di ricostruire sé stessi e progettare una nuova vita, ripartendo con energia e determinazione.

Anche a me è capitato, nel passato, di dover ricominciare da zero: nel lavoro e negli affetti. Ho guardato quello che avevo solo pochi mesi prima, le speranze, le gioie e le emozioni, dovendomene mentalmente separare. Duro, certo. Ma produttivo.

Come ricominciare, cogliendo così un’opportunità di crescita personale e di fondazione di una nuova e più solida felicità?

Non rimuginare

Il primo errore da non fare è dedicare troppe energie a ripensare alle cause che ci hanno fatto precipitare in una situazione che non ci piace. Al contrario, è utile abbandonare, mentalmente, tutto quello che non si può controllare per riuscire a pensare velocemente al proprio futuro. Il che, naturalmente, non significa attuare una rimozione, ma separare l’evento, neutro in sé, dal giudizio che implicitamente ne diamo. Un licenziamento, spesso, è correlato a una valutazione negativa sul nostro operato, non su di noi come persone. Del resto, Eleanor Roosvelt diceva: «Niente e nessuno può farti sentire inferiore, a meno che tu non glielo consenta».

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