Le Iene, Fedez e il secondary ticketing: giornalismo d'inchiesta o marchetta lacrimosa?

Alla fine dello scherzo a Fedez il risultato è stato chiaro. Tutti buoni, tutti onesti. Ma i guai del secondary ticketing non finiscono qui

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16 Marzo Mar 2017 1406 16 marzo 2017 16 Marzo 2017 - 14:06

Non scopriamo niente di eccezionale. Nel senso, quello che state per leggere non è uno scoop, e neanche una inchiesta, ma un semplice constatazione dei fatti. Le Iene, perché è delle Iene che stiamo parlando, le conosciamo bene, hanno questa tendenza, anche giustificata dalla cifra stilistica che negli anni hanno deciso di mettere in atto, di andare avanti per tesi, ideologicamente. Lo hanno fatto smascherando situazioni che avrebbe dovuto smascherare la magistratura, a voler guardare il bicchiere mezzo pieno, ma anche prendendo cantonate clamorose, il caso Stamina su tutti. Solo la grande credibilità, miracolosamente conquistata negli anni. Ha permesso al programma di sopravvivere alle cantonate, consentendo quindi alle Iene di andare avanti sempre sui medesimi binari. È un po' il caso del secondary ticketing, e io sì che nel dirlo sto pestando una merda di dimensioni planetarie.

Perché che la faccenda del secondary ticketing fosse da portare a galla ce lo si diceva da tempo, tra addetti ai lavori, e va riconosciuto alle Iene di aver trovato le carte per farlo senza star li a parlare di aria fritta. Sicuramente avrà aiutata il potere economico di risarcire le fonti, e in questo una produzione televisiva è sicuramente avvantaggiata da una testata giornalistica, però, insomma, bene così. O almeno, bene così in partenza. Perché la faccenda del secondary ticketing in sé è complessa, lo si sa, e se a raccontarle è chi ha carte e fogli ovviamente tutto parte molto bene. Succede, però, che a oggi la questione ha riguardato solo una parte, Live Nation, con una prospettiva che lasciava aperti parecchi interrogativi. Tipo, dietro questa bomba c'è un mandante?

Fedez dapprima implora Viviani di credergli, poi, scoperto lo scherzo, scoppia in lacrime come una mammoletta. Tutto è bene quel che finisce bene, Clemente Zard non ha ordito truffe ai danni dei fan, Fedez è onesto, tutti vissero felici e contenti. Perché questo esce da questo servizio, che c'è chi è onesto e chi no. Una marchetta? Esatto

Perché sappiamo bene che a evidenziare da tempo il tutto è stato Claudio Trotta di Barley Arts, con tanto di esposti alla procura, ma i primi due servizi di Viviani alle Iene lasciavano intendere che si sarebbe scoperchiato il Vaso di Pandora, che sarebbero stati smascherati in tanti. Ricordiamo bene le parole di Ferdinando Salzano alla conferenza all'indomani del servizio, «Chi è colpevole si costituisca, perché le Iene sanno tutto», andando a memoria. Perché era evidente che c'era altro. Incuriosiva capire come facesse Salzano a sapere che materiale era in mano a Viviani, ma magari stava semplicemente andando a intuito.


Poi più niente, o quasi.


Un servizio in cui si tirava in ballo Vivo Concerti, nella gestione di Rizzotto, quindi pre Clemente Zard, uno, più recente che ci mostrava De Luca al parco di Modena, intento a fare sopralluoghi, lasciando intendere, arbitrariamente, che quest'ultimo fosse ancora in ballo nell'organizzazione del mega evento previsto il primo d luglio con Vasco Rossi, il più grande concerto a pagamento di tutti i tempi. Ovviamente è arrivata la smentita da parte dei diretti interessati, che hanno spiegato come De Luca stesse finendo lavori già commissionati, e morta li. Apparentemente. Perché una cosa era chiara: le Iene intendevano instillare qualche dubbio. Lasciavano intendere, poco importa che la cosa non avesse supporti, intanto lasciavano intendere. Il che lasciava magari pensare che l'intento potesse essere stato, sin dall'inizio, non solo e non tanto smascherare una truffa, quanto colpire una parte, o addirittura più parti, Live Nation, quindi, e Vasco Rossi.

L'altro giorno, poi, è andato in scena un nuovo servizio, sempre di Viviani, che ha lasciato perplessi gli addetti ai lavori. Il famoso scherzo fatto dalle Iene e J Ax a Fedez. Sapete la storia. Ax si presta a fare da spalla alle Iene, mettendo su un finto scandalo di secondary ticketing ordito ai danni dello stesso Ax da Clemente Zard, organizzatore del tour delle due popstar, e dello stesso Fedez.
Un fatto che da una parte avrebbe portato i due a esibirsi di fronte a palasport vuoti, essendo i biglietti venduti finti, dall'altra Fedez sputtanato dalle Iene, arrivati sul luogo del delitto con tanto di documenti, ovviamente falsi trattandosi di uno scherzo. Sapete come è andata a finire. Fedez dapprima implora Viviani di credergli, poi, scoperto lo scherzo, scoppia in lacrime come una mammoletta. Tutto è bene quel che finisce bene, Clemente Zard non ha ordito truffe ai danni dei fan, Fedez è onesto, tutti vissero felici e contenti. Perché questo esce da questo servizio, che c'è chi è onesto e chi no. Una marchetta? Esatto.

Magari è tutto frutto del caso.

Magari questa lettura dei fatti è solo una suggestione.
Nei fatti, non si è voluto sottolineare come Vasco Rossi, che era stato tirato in ballo in maniera velata dalle Iene, abbia messo su un mega evento da duecentoventimila biglietti, con tanto di SIAE a controllare, ma si è scelto di parlare dell'onestà di Clemente Zard e Fedez.
Raccontare solo un pezzo di realtà è sicuramente molto spettacolare, ma possibilmente non scambiamo tutto questo per giornalismo d'inchiesta.

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