Perché, prima o poi, è necessario ripartire da zero

Il vocabolario dell’humanagement si chiude con una riflessione sulla necessità di imparare dagli errori e dalla propria consapevolezza come unico strumento per progredire. Una ragione in più per avere la forza e il coraggio di ricominciare daccapo

Zero

Una scena tratta dal film “The eternal sunshine of the spotless mind” (2004)

20 Marzo Mar 2017 0828 20 marzo 2017 20 Marzo 2017 - 08:28
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Ogni giorno ricominciamo da zero. Perché ogni giorno può riservarci una o più occasioni per metterci alla prova. Non è da tutti però cogliere l’opportunità che la vita e il confronto con gli altri ci offrono.

Scattano alibi, paura del cambiamento, presunzione, sicumera: andare avanti, non importa se non so verso dove e come. E se per farlo trangugio gli altri.

A questi post ho consegnato parole frutto di considerazioni nate dal mio confronto quotidiano con le persone sul lavoro, soprattutto quello che svolgo in aula, che è quello che amo di più.

Nel mio mestiere io sono un po’ un allenatore, ma è una definizione che azzardo con cautela. Uno perché le definizioni imbrigliano, due perché non è esaustiva e il terzo motivo non mi viene!

Io aiuto le persone a maturare consapevolezza: in teoria è l’unico mezzo che abbiamo per migliorare.
Posso credermi sano, ma solo facendo un check up me ne sincero. Ecco, io aiuto le persone a fare il loro check up.
Pochi ne escono senza qualche “magagnetta” da sistemare. Secondo me è un valore. So che devo curare qualcosa. Sicuramente meglio dell’ignorare, rischiando di ingigantire il problema.

É vero fino a un certo punto: siamo UMANI, giriamola come vogliamo, è doloroso scoprirsi diversi da come pensavamo di essere. Tant’è. É e resta una scelta quella di voler fare un check up.

Io però vedo poche persone, per non dire nessuna, rimanere indifferenti una volta fatto. Ne vedo molte affrontare con remore il viaggio alla scoperta di sé stessi.

Maturare consapevolezza: in teoria è l’unico mezzo che abbiamo per migliorare

Ho voluto dedicare questo ciclo di articoli al volto UMANO del nostro essere professionisti, francamente di volti non ne conosco altri.
Io punterei sul fatto che la vulnerabilità è la condizione umana che ci accomuna.
Siamo tutti fragili, che ci piaccia o no. C’è chi lo nasconde, chi lo ignora, chi ne ha paura.

Fare quanto meno un primo passo verso gli altri si chiama rispetto, ma tende a smarrirsi nella giungla che abbiamo creato di maschere spaventate che si aggirano nelle aziende…in fondo siamo solo e soltanto alla ricerca di una umanità in parte perduta, senza però sapere come recuperarla.

Io riprenderò a breve degli articoli sul tema della Leggibilità. Insomma, abusando della vostra pazienza, ricomincerò ancora una volta da zero.

Allora lasciamoci con un sorriso, perché qualche volta nella vita ciò che sembra un ricominciare da zero a ben guardare è un ricominciare da tre!

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