E la Svezia insegna ai bambini a non fidarsi delle fake news

Ci credono così tanto che hanno deciso di inserire questo insegnamento nei programmi scolastici. Da quando avranno dieci anni, gli alunni di Stoccolma potranno distinguere notizie vere da quelle false (forse)

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Elevrådskongressen 2012

28 Marzo Mar 2017 1146 28 marzo 2017 28 Marzo 2017 - 11:46

Informatica e informazione. Sono i due pilastri su cui la Svezia fonda la sua nuova filosofia per l’istruzione. Ai loro fanciulli, spiega il ministro per l’Istruzione Gustav Fridolin, sarà insegnata fin da subito – o meglio, a partire almeno dal luglio 2018 – l’arte della programmazione. “È giusto che vengano messi a contatto con la tecnologia fin da quando sono piccoli”.

Questo vuol dire due cose: prima di tutto, fondamenti di programmazione (coding). Per il ministro si tratta di un’opportunità in più per tutti, non solo per chi, in futuro, si occuperà di informatica. “Tutti i lavori richiederanno dimestichezza con la programmazione. È meglio impararla subito, fin da piccoli”. Ci saranno più programmatori e più persone che sapranno utilizzare i programmi che svilupperanno i programmatori.

In secondo luogo, i bambini dovranno imparare bene anche a distinguere le notizie false da quelle vere. È una priorità, sostengono in Svezia, dopo la scoppola presa da Hillary Clinton in America. Risulta difficile capire come lo si possa insegnare.

In ogni caso la Svezia ha già messo in campo i suoi pesi massimi, a partire da Bamse, l’orso forzuto che dagli anni ’60 accompagna i bambini e li educa alla tolleranza della diversità (ad esempo Bamse ha un figlio, un orsetto, autistico). Da adesso li metterà in guardia dalle fake news, che si annidano ovunque ma, soprattutto, in rete.

“C’è molta ingenuità quando si parla di informazione. Il problema è che si sta diffondendo l’idea che la conoscenza sia lì, a un passo di distanza – o meglio, di un clic – pronta per essere afferrata”. Non è così: “Ci vogliono competenze minime di lettura, di scrittura e di saper di conto. E soprattutto, di conoscenza scientifica”. Distinguere i fatti veri da quelli falsi non vuol dire solo non fidarsi di alcuni siti, ma criticare ciò che viene detto e ciò che si vuole che il lettore creda. E questo verrà fatto dai dieci anni in poi.

Insomma, l’istruzione è lo specchio dei tempi. Preoccupati del lavoro, attentissimi alla tecnologia (ma sarà poi un investimento così intelligente la programmazione?) e paranoici sulle news. Il senso critico si acquisisce e si esercita. Gli svedesi sono convinti che si possa anche insegnare.

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