Fate affari con l’estero? Dieci consigli per non farvi fregare come polli

Comprereste una casa senza vederla? Accettereste un passaggio da uno sconosciuto? Spesso quel che non faremmo, però, lo facciamo fare ai nostri soldi. Convinti dall'idea illusoria, che ciò che è irrazionale nella realtà, diventi razionali sui mercati dei capitali

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VALERY HACHE / AFP

30 Marzo Mar 2017 1019 30 marzo 2017 30 Marzo 2017 - 10:19
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Immaginate di dover prendere in affitto un automobile da un’agenzia mai sentita nominare. O di affidare la vostra abitazione una persona di cui non potete avere referenze. O di vedervi offrire un passaggio per strada da un automobilista che per portarvi a destinazione decida di fare un itinerario lunghissimo e tortuoso. Anche la persona più credulona del mondo si farebbe difficilmente imbonire da simili prospettive. Eppure, quando si tratta di soldi, le cose cambiano: «Per quanto possa sembrare paradossale - spiega Marianna Vintiadis di Kroll Italia, leader mondiale nel settore delle investigazioni anti frode e di compliance - ci sono un sacco di realtà che vengono a chiederci aiuto, raccontando storie di truffe conclamate, di cui tuttavia non si erano minimamente accorti». Il motivo? «L’idea illusoria che ciò che è illogico nella realtà, nel mondo degli affari assuma una qualche forma di razionalità».

«Per quanto possa sembrare paradossale ci sono un sacco di realtà che vengono a chiederci aiuto, raccontando storie di truffe conclamate, di cui tuttavia non si erano minimamente accorti. Il motivo? L’idea illusoria che ciò che è illogico nella realtà, nel mondo degli affari assuma una qualche forma di razionalità»

Marianna Vintiadis, Kroll Italia

Il primo dei dieci consigli per chi si avventura in affari di questo tipo è di diffidare di transazioni troppo complesse. A titolo di esempio: se volete investire in una società quotata in America e qualcuno vi propone di far fare ai vostri soldi due o tre tappe intermedie, qualche dubbio ce lo faremmo venire.

Anche per quanto riguarda le architetture finanziarie, è preferibile affidarsi a strutture trasparenti e chiare. Diffidate da chi vuole far passare i vostri soldi da scatole cinesi offshore. Il problema semmai è capire cosa sia o non sia offshore. Non solo Cayman e Isole Vergini Britanniche: pure Londra e Singapore, ormai sono piazze in relazione alle quali qualche dubbio ce lo faremmo venire.

Meglio scegliete contesti a noi noti, quindi. Del resto, converrete con noi, è dura fare visure camerali e due diligence di una società cinesi, o saperne qualcosa di una realtà finanziaria brasiliana. Più il contesto è alieno, più le normative sono differenti, meno è facile capire con chi si ha a che fare, comprenderne le mosse. Non tutto il mondo è Paese, insomma. Non ancora.

Scegliere controparti che abbiano un passato da raccontare - quarto consiglio - può essere un buon punto di partenza. Diffidare da controparti che sembrano spuntate dal nulla, con uffici vuoti e personale inesistente, ad esempio.

Anche perché (cinque) chi ha una storia ha delle referenze da mostrare. Se arrivano da soggetti che si conoscono, che possono garantire della bontà di una controparte, possiamo anche chiudere un occhio rispetto alle precedenti precauzioni.

Peraltro, laddove non ci sono referenze, né storie, né trasparenza, ma dominano opacità e comportamenti poco chiari è probabile che i guadagni prospettati siano molto alti, troppo. Margini di profitto elevati e più in generale condizioni molto vantaggiose - un asset che a detta di tutti è sopravvalutato, per dire - sono più di un campanello d’allarme.

Anche la forma conta: diffidate di documentazioni eccessivamente informali o troppo “ufficiali”. Può sembrare incredibile, ma c’è chi si fida di documenti redatti su carta non intestata. E chi, al contrario, si fa imbonire da documenti palesemente falsi redatti tuttavia con tutti i crismi e i timbri dell’ufficialità. In entrambi i casi, bisognerebbe stare attenti che la forma coincida con il contenuto.

Può sembrare banale - e siamo a nove - ma è molto importante controllare anche che tutta la regolamentazione sia in regola. Ad esempio se avete a che fare con un sedicente intermediario finanziario controllate che sia iscritto all’apposito albo. Ripetiamo: può sembrare banale, ma non lo è. Ricordate il racconto “La lettera rubata” di Edgar Allan Poe. Il posto migliore per nascondere qualcosa è quello in cui si suppone tutti guarderebbero. Per l’appunto, perché nessuno ci guarda.

Ultimo consiglio. Fate domande e prendete tempo. Più qualcuno vuole farvi chiudere in fretta un affare, più è facile abbia qualcosa da nascondere. Al pari di quelle troppo complicate, diffidate delle operazioni-lampo e delle cose che sembrano troppo semplici. Molto probabilmente, non lo sono.

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