il bastone e la carota

Il romanzo della Ciabatti? Non compratelo. Molto meglio il "Il segreto e il dono" di Carifi

Il bastone e la carota: due libri alla settimana, uno raccomandato e uno sconsigliato. Evitare con cura "La più amata" di Teresa Ciabatti, mentre chi ama la letteratura deve leggere "Il segreto e il dono" di Roberto Carifi

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31 Marzo Mar 2017 1010 31 marzo 2017 31 Marzo 2017 - 10:10

Il bastone

Riccione è piena di puttanate e di persone eccentriche. Tra queste ce n’è una che chiamano “la Strega”. Bassa, chioma folta e corvina, occhi verdi, di veneranda età. Da parecchi anni “la Strega” è una donna “di veneranda età” – da almeno dieci anni, per dire, ha ottant’anni.

La Strega è una signora simpaticissima. Dopo dieci minuti e un caffè è disposta a mostrarti i suoi tesori. Una trentina di libri di Licio Gelli, griffati dal Venerabile con sperpero di cordialità. E un ventennale cumulo di lettere e di cartoline. «Siamo rimasti in contatto fino alla sua morte: sa, sono anche andata a trovarlo a Villa Wanda, quando era ai domiciliari…», dice la Strega. Dovrebbe scrivere un romanzo.

Di sicuro, la Strega è più interessante di Teresa Ciabatti, da poco ammessa al Premio Strega, che nel suo romanzo, La più amata, romanza sciabattando la vita del babbo, il Professore, un medico illuminato, un massone (lo capiamo dall’“anello in oro massiccio con zaffiro incastonato” su cui “è visibile un compasso”), che probabilmente ha avuto dei rapporti con Licio Gelli: forse Gelli era al matrimonio del padre divinizzato (“un attimo, questo signore alle spalle non è Licio Gelli?”), di certo la presenza del guru della P2 fa tronfia presenza di sé nel “lampadario di Murano. Regalo di Licio G.”, che il Professore, alfiere del pudore, mostra con imbarazzo.

Il resto del romanzo – di cui tutti dicono un gran bene: come mai, cosa c’è sotto? come mai, all’improvviso, alcuni romanzi titillano le necessità giornalistiche della stampa nazionale in coro mentre di altri, di ben altra tenuta, si tace? – che comincia con “un coccodrillo in piscina” e prosegue con una gallina nello studio del Professore (dono sbilenco di un “povero cristo con moglie e figli”), è l’annoiata confessione di una donna che gode a fare la scema – ammirate la sua verticale bibliografia – che si sposa “grassa, non mi entra niente”, con bimba in “vestitino rosa” e dubbi da ritardata Bovary (“lo amo davvero?”).

Una sintesi? La Ciabatti è la cugina di Bridget Jones che ha alternato i muffin a Sant’Agostino e si è convinta di poter scrivere La città di Dio. L’esito è patetico. Meglio un caffè con “la Strega” che un romanzo del papabile Premio Strega.

Teresa Ciabatti, La più amata, Mondadori, pp. 218, euro 18,00

Teresa Ciabatti (da uno streaming de Il Corriere della Sera)

La carota

Roberto Carifi è una specie di maestro Yoda della poesia italiana. Setacciato dal dolore – il padre lascia la famiglia che lui è un bimbo per le luci di Cinecittà: fa l’arredatore cinematografico e la comparsa in film-culto come La cripta e l’incubo, del 1964, pellicola di Camillo Mastrocinque tratta da Carmilla, con Christopher Lee protagonista – nel 2004 è trafitto da un ictus.

Quest’anno la città di Pistoia lo ha ornato del Premio Ceppo per l’opera letteraria, tanto i poeti come Carifi allo Strega non ci andranno mai. Autore di libri poetici alti e lancinanti, di vitrea bellezza – vanno ricordati, per lo meno, Occidente, edito da Crocetti, Europa, per Jaca Book e Il gelo e la luce, Le Lettere – Carifi ha per sodali Rainer Maria Rilke, Georg Trakl (entrambi tradotti, con genio) e gli eremiti seguaci del Buddha, di cui ha abbracciato l’etica (che precipita in alcune tra le raccolte più dense, come Tibet).

Pensatore delle ferite e della malattia, Carifi torna al pubblico con Il segreto e il dono, la riedizione di un anomalo manuale per viandanti filosofici. “Nessuno, più del mistico, ha fatto propria l’intimità del morire: perciò incontra Dio, nel più proprio se stesso”; “Il corpo dell’Angelo è come una lingua senza alfabeto”; “Quante volte un no radicale mi ha chiuso l’accesso all’eternità, al lampo di un’elargizione divina!”. Carifi, rocciatore dell’anima e del linguaggio, come tutti i veri poeti, è per pochi, va sussurrato. Per fortuna, un libro che non è “di cassetta” ma per la vita, da tenere in tasca, come amuleto contro le virali stupidaggini della letteratura odierna.

Roberto Carifi, Il segreto e il dono, Raffaelli Editore, pp.122, euro 12,00

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