Feudalesimo e libertà: la cura medievale per le nostre chiappe borghesi

La pagina satirica diventa un libro, e ci permette di confessare a noi stessi l'inconfessabile: meglio un Medioevo immaginario, che un presente triste

Middle Ages 2010661 1920
1 Aprile Apr 2017 0830 01 aprile 2017 1 Aprile 2017 - 08:30

In un mondo normale, le trovate del gruppo di neogoliardi che si è raggruppato negli ultimi mesi attorno la pagina Facebook di Feudalesimo & Libertà — e che ora si è trasformato i un libro edito da Magicpress edizioni — sarebbero semplicemente quello che sono, goliardate, e farebbero sorridere. Nell'Italia del 2017, invece, persa nelle solite dinamiche da basso impero e completamente priva di autoironia, le supercazzole medievali dei guitti 2.0 di Feudalesimo & Libertà hanno il sapore della satira politica e della critica sociale.

In epoca di partiti senza identità, ridotti a meri contenitori che si adattano alle esigenze di un pubblico disaffezionato, le 96 pagine del libercolo appena pubblicato da Magicpress sono un programma politico a tutto spettro, dalla politica sociale all'economia internazionale, dal rapporto con la scienza a quello con la religione.

A prenderla alla medievale, i deliri del populismo italico, sparso su tutto l'arco costituzionale, appaiono in tutta la loro assurdità. L'economia ristagna? La soluzione è semplice, un po' alla tedesca, o forse alla aquisgranese: lagrimae, sanguine et angherie. Ovvero gabelle, balzelli, tagli e razionamenti, riforma monetaria basata sulla sudditanza e sul ritorno alla moneta aurea, per i plebei il baratto.

E le libertà civili? E i diritti delle minoranze? Le domande sono malposte. «Insegnare alli fanciulli 'l matrimonio tra persone di differente ceto? Un abominio!», rivendicano i neogoliardi, «esigi la purezza nel tuo casato, l'ideologia gens duce 'l pargolo alla depravazione contronatura».

In un mondo in cui vincono i Trump, in cui si rischiano presidenze Le Pen e in cui qui da noi tocca ancora ascoltare le manfrine di un Salvini, l'iperbole di F&L rischia quasi la didascalia, l'essere drammaticamente al passo coi tempi in un cortocircuito spaziotemporale che rende il medioevo feudale più auspicabile di un asteroide che non arriverà mai.

“Indietro tutta” è il messaggio dei goliardi che, superando i reazionari a destra, senza frecce e mostrando il dito medio, annunciano l'inizio della nuova era: «Proletari di tutto il mondo, inchinatevi». Perché quando Marx non basta più, tocca tifare medioevo.

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