Ma quale Far West: le rapine sono in calo e l’emergenza sicurezza non esiste

Quella di Budrio è una tragedia, ma numeri parlano chiaro: le rapine sono in calo ovunque, da Nord a Sud. E in alcuni casi, come a Brescia, sono quasi dimezzate. Eppure politici e giornalisti continuano a soffiare sul fuoco della paura. Capite perché poi la gente è terrorizzata?

Armi Da Fuoco
3 Aprile Apr 2017 1214 03 aprile 2017 3 Aprile 2017 - 12:14

«I criminali vincono ancora». «La difesa sia sempre legittima». «Con una pistola mio marito sarebbe ancora vivo».«Ma quale legittima difesa, nel far west ci viviamo già». «Impunità per chi reagisce a casa propria». «Ogni giorno in Italia 14 rapine a mano armata, bar e negozi nel mirino».

Potremmo continuare, ma fermiamo qui la nostra rassegna dei pacati titoli dei quotidiani di oggi sulla tragedia di Budrio, piccolo comune alle porte di Bologna, dove un rapinatore - pare un ex militare dell’est Europa - ha ucciso il barista Davide Fabbri con un colpo di pistola. Una tragedia, questa, che fa il paio - a parti invertite - con l’assassinio del rapinatore Petru Ungureanu da parte del ristoratore Mario Cattaneo. Due eventi speculari nel giro di qualche settimana, abbastanza per far ripartire la canea sull’emergenza sicurezza, sull’emergenza immigrazione, sulla necessità di imbracciare pistole e fucili per combattere l’escalation di reati.

Alt un attimo, però. Perché se non ci si ferma ai titoli si scopre che quest’escalation di reati, in realtà, non esiste. È il Corriere che ne da conto, nel suo articolo sulle 14 rapine a mano armata. Secondo i dati Istat furti e rapine sono in diminuzione ovunque, da Milano a Roma, da Bologna a Brescia, in cui il calo, nel giro di un solo anno, è stato del 45%. A livello nazionale, per dire, le rapine nelle attività commerciali sono diminuite del 13,6%, da 6176 a 5337.

Secondo i dati Istat furti e rapine sono in diminuzione ovunque, da Milano a Roma, da Bologna a Brescia, in cui il calo, nel giro di un solo anno, è stato del 45%. A livello nazionale, per dire, le rapine nelle attività commerciali sono diminuite del 13,6%, da 6176 a 5337.

Tradotto: il rischio di essere vittima di una rapina è diminuito drasticamente, nel corso di un solo anno. In un Paese normale, in un periodo normale, questa sarebbe la notizia. Le analisi si soffermerebbero sui motivi per cui ciò è potuto accadere. E i politici, anziché soffiare sul fuoco dell’onda emotiva (da destra) o provare a parare il colpo per non essere travolti dalla canea del “più armi per tutti” (da sinistra), dovrebbero cercare di capire perché meno di un rapinatore su due - il 41%, per l’esattezza - viene identificato e arrestato dalle forze dell’ordine.

Invece no. La percezione batte la realtà. L’onda emotiva soverchia la razionalità. Mentre politici, sindacalisti, giornalisti anziché riportare tutto nell’alveo di una discussione oggettiva e pacata - sarebbe questo il loro compito, per la cronaca - sono i primi a gettare benzina sul fuoco. Le statistiche? Finzione nel migliore dei casi, complotto nella peggiore: «Un conto sono i numeri, altro quello che noi vediamo davvero», ha detto nell’imminenza della tragedia di Budrio Lino Stoppani, numero due di Confcommercio, presidente della Federazione Italiana dei pubblici esercizi. Ora capite perché poi la gente ha sempre più paura?

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