Cos’è il behavioural gap, ossia perché l’investitore sbaglia e il fondo no

Il confronto del rendimento ottenuto da un investitore che entra ed esce dal mercato e quello di un fondo è impressionante: il fondo rende molto di più, anche affrontando momenti finanziari più difficili e sconfortanti

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Bryan R. Smith / AFP

4 Aprile Apr 2017 1558 04 aprile 2017 4 Aprile 2017 - 15:58
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Investire e disinvestire troppe volte non rende. Lo dimostra una serie di studi: la strategia che permette di ottenere maggiori rendimenti, piuttosto, è quella di restare. Anche detta di "buy and hold", cioè comprare e tenere.

Il problema, in questi casi, è spesso attribuibile a un’eccessiva sicurezza di sé dell’investitore, che ritiene di essere in grado, con le sue previsioni, di cogliere i trend dei mercati meglio dei fondi e di sfruttarli con maggior profitto. Un ragionamento che può funzionare in certi casi ma che non tiene conto dell’ondeggiare dei mercati. La differenza dei rendimenti tra fondo e investitore viene definita "investor / behavioural gap".

Secondo uno studio americano, dal 1991 al 2010 i fondi azionari Usa hanno generato, ogni anno, un rendimento pari al 9,9%. L’investitore medio, invece, ha raggiunto un rendimento del 3,8%. Una perdita di circa 45mila dollari, con in più la fatica di essere entrati e usciti più volte dal mercato.

Ma adesso, quale sarebbe il valore di un capitale investito nel 2011 in un fondo azionario globale?

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