Marine Le Pen? Si compra gli elettori con le banche russe

Finanziamenti fino a 14 milioni di euro per la campagna elettorale del Front National. La leader francese ha firmato un'alleanza strategica a lungo termine con Mosca. Ma i russi vogliono il rimborso entro il 2018

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MIKHAIL KLIMENTYEV / SPUTNIK / AFP

5 Aprile Apr 2017 1000 05 aprile 2017 5 Aprile 2017 - 10:00

(Parigi). Due prestiti nel 2014 per un totale di 11 milioni di euro avevano già messo la pulce all’orecchio di alcuni parlamentari del gruppo socialista che avevano chiesto all’epoca la creazione di una commissione parlamentare. La somma era stata erogata in due tranche: una da nove milioni, direttamente al partito Front National, l’altra al Cotelec, un micro-partito fondato nel 1988 e presieduto dal padre di Marine, il fondatore del Front National Jean-Marie Le Pen.

Si tratterebbe di un progetto “mai andato in porto” eppure un altro documento spiega, nero su bianco, come questo finanziamento serva in realtà a finanziare direttamente la campagna elettorale del Front National sotto forma di convenzione tra il partito e Marine Le Pen. Anche le banche russe infatti vogliono le proprie garanzie.

Dopo le rivelazioni del 2014 e del 2015 i finanziamenti russi alla campagna elettorale del Front National ritornano nuovamente sulla scena agitando la campagna elettorale francese. Secondo il quotidiano Mediapart, che ha seguito sin dall’inizio l’affaire, nel carnet ci sarebbe un terzo prestito da parte di una banca russa, un prestito di ben tre milioni di euro contratto con la banca russa Strategy Bank al 6% d’interessi.
Il direttorio esecutivo del Front National, la più alta istanza del partito, firma all’unanimità il prestito con la banca russa il 15 Giugno del2016. I documenti in possesso del giornale lo provano senza ombra di dubbio. Ufficialmente, si difendono i quadri del partito, si tratterebbe di un progetto “mai andato in porto” eppure un altro documento spiega, nero su bianco, come questo finanziamento serva in realtà a finanziare direttamente la campagna elettorale del Front National sotto forma di convenzione tra il partito e Marine Le Pen. Anche le banche russe infatti vogliono le proprie garanzie. Prestano sì, ma nel quadro di un orizzonte strategico preciso e con un impegno a essere rimborsati entro il 2018.

Il lato inquietante della faccenda è che dal 2014 ad oggi ci sono stati diversi incontri ufficiosi, viaggi ed accordi più o meno palesi tra Front National e la Russia. E soprattutto, finanziamenti a pioggia per consolidare un’alleanza strategica sul lungo termine per arrivare alla scadenza elettorale del 2017

Riuscirà il Front National a rimborsare questo danaro entro i termini? Forse sì, forse più realisticamente i tempi si allungheranno. Certo se la banca russa che presta il danaro improvvisamente fallisce o sparisce, come avvenuto nel 2015 in merito all’altro prestito di 9 milioni di euro, tutto diviene immensamente più semplice per il Front National. E questo pare il destino anche della Strategic Bank - banca semisconosciuta al 241esimo posto tra le banche russe – il cui prestito di tre milioni forse si dissolverà magicamente con il fantomatico istituto dopo le elezioni francesi. Il lato inquietante della faccenda è che dal 2014 ad oggi ci sono stati diversi incontri ufficiosi, viaggi ed accordi più o meno palesi tra Front National e la Russia. E soprattutto, finanziamenti a pioggia per consolidare un’alleanza strategica sul lungo termine per arrivare alla scadenza elettorale del 2017. Alla luce di questi elementi, il recente viaggio di Marine in Russia il 24 Marzo scorso appare come il consolidamento finale di un rapporto che negli ultimi tre anni si è andato cementificando e che dimostra che all’establishment russo piace avere avamposti populisti in Europa. Magari per scardinarne o indebolirne ineluttabilmente dal di dentro le democrazie.

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