Da Milano all’Italia, la rivoluzione digitale parte dai Comuni (e ci farà davvero cambiare passo)

Palazzo Marino presenta il fascicolo digitale del cittadino, il primo frutto della collaborazione tra gli enti locali e il team di Diego Piacentini. Un lavoro silenzioso che cambierà faccia all’Italia. Controrivoluzionari permettendo

Milano
11 Aprile Apr 2017 1041 11 aprile 2017 11 Aprile 2017 - 10:41
Osservatorio Non Food 2017

Speriamo ci consentirete una finestra di buone notizie, in una primavera di attentati, bombardamenti, depistaggi e inquietudini varie. Parliamo della rivoluzione digitale nella pubblica amministrazione italiana. Che da quando si è insediato a Palazzo Chigi Diego Piacentini, ex manager di Amazon che ha accettato di lavorare gratis per raggiungere questo obiettivo sta succedendo davvero, nonostante nessuno ne parli.

Partiamo dalla fine. Da ieri i milanesi possono disporre di un fascicolo del cittadino digitale. Si tratta di un raccoglitore digitale all’interno del quale sono presenti tutte le pratiche e i documenti di chiunque abbia la residenza Milano, compresi i suoi familiari. Si può accedere attraverso lo Spid - il sistema pubblico di identità digitale che presto servirà per accedere a tutti i servizi della pubblica amministrazione - e consente di controllare multe e pagamenti, richiedere e stampare certificati, consultare lo stato delle iscrizioni scolastiche. È solo l’inizio, assicura l’assessore alla trasformazione digitale di Milano Roberta Cocco: tutti i servizi del comune, a partire dal pagamento di multe, imposte e servizi, attivo dall’estate 2017, passeranno da qui. Con tanti saluti alle code agli sportelli, alle ore di permesso dal lavoro, alle banche dati che non si parlano. E pure ai computer, visto che tutto è progettato prima di tutto per telefoni e tablet.

Mettiamoci il cuore in pace: non c’è rivoluzione senza controrivoluzionari. Ma se nessuno metterà i bastoni tra le ruote, o perlomeno non abbastanza da frenare la valanga, il risultato del lavoro di Diego Piacentini, degli enti locali e dei tantissimi sviluppatori italiani sarà una pubblica amministrazione più efficiente e meno costosa - eccola, la spending review! - e un Paese più semplice

È solo l’inizio, dicevamo. Perché il piano di Piacentini, che qui a Milano, fisiologicamente, trova una sua prima concretizzazione, è talmente ambizioso che quasi non ci si crede: «creare il sistema operativo del Paese», lo definisce l'ex top manager di Amazon. Le cose stanno succedendo piuttosto velocemente: analoghe iniziative partiranno presto in altre città pilota come Bari, Firenze, Palermo, Roma, Torino e Venezia, che insieme a Milano hanno dato vita a una collaborazione operativa col Team per la Trasformazione Digitale. Non bastasse, un’altra collaborazione è stata avviata con gli sviluppatori, per i quali sono stati messi a disposizione codici sorgente e dati pubblici, nonché un forum per scambiarsi idee e progetti su come digitalizzare la pubblica amministrazione italiana. La missione? Per l'appunto, sviluppare servizi pubblici digitali, mettendo in rete le buone pratiche che ciascuno di essi realizzerà.

Facile immaginare, insomma, che il fascicolo del cittadino presto sarà realtà anche per molti altri cittadini. E che quello che oggi è un caso di scuola diventerà a breve uno delle centinaia di progetti di semplificazione e digitalizzazione che nasceranno. A Piacentini e ai suoi toccherà il compito più difficile: mettere ordine al disordine, dare un lingua e una cornice comune a ciascuna di queste innovazione, renderle accessibili a quanti più cittadini possibili.

Mettiamoci il cuore in pace: non c’è rivoluzione senza controrivoluzionari. Ma se nessuno metterà i bastoni tra le ruote, o perlomeno non abbastanza da frenare la valanga, il risultato di questo lavoro sarà una pubblica amministrazione più efficiente e meno costosa - eccola, la spending review! - e un Paese più semplice. Cose terribilmente utili e concrete in mezzo a tante chiacchiere e a tanta fuffa sui pericoli della rete e sulla tecnologia che ci ruba il lavoro. Abbastanza da alzarsi sul seggiolino e fare tifo da stadio.

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