La strategia della tensione nei film di Quentin Tarantino

Non è semplice mantenere una situazione irrisolta e viva per tanto tempo. Il regista americano (non a caso uno dei migliori) ci riesce, con una ricca serie di espedienti e colpi di sceneggiatura

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18 Aprile Apr 2017 1115 18 aprile 2017 18 Aprile 2017 - 11:15

“La scena che ho scritto e mi piace di più”, spiega il regista americano Quentin Tarantino a un incontro a San Diego “è quella nella fattoria francese”. Cioè l’inizio di Inglorious Basterds. Quella in cui il colonnello delle SS Hans Landa, interpretato da Christoph Waltz arriva in una casa sperduta tra le colline francesi insieme ad alcuni suoi uomini per vedere se, come gli era stato segnalato, vi sono nascosti alcuni ebrei. È elettrizzante perché è lunga (dura almeno 20 minuti) e riesce a tenere alta la tensione. Gli ingredienti ci sono tutti: l’incertezza della lealtà delle persone, il rischio di qualsiasi evento, anche minimo, in grado di tradire i fuggitivi, c’è la diabolica abilità psicologica del colonnello che, una serie di domande, riesce a trattenere il contadino (Denis Menochet).

Insomma, niente avviene per caso in quella scena, come si spiega in questo video qui sotto, le Lezioni dallo schermo. Creare la tensione e mantenerla è un’arte, non solo una tecnica. La suspense è come “un elastico. Io lo tiro, lo tiro, lo tiro. Per vedere fin dove arriva”. E quando si spezza, crolla tutta la scena.

Una delle peculiarità della tecnica di Tarantino è di intessere, in queste scene di tensione, lunghi dialoghi che, nella maggior parte dei casi, vanno per la tangente. Non riuscire a prevedere la destinazione del discorso aggiunge, per lo spettatore, un elemento di incertezza. Andrà a risolvere o a far precipitare la situazione? Un altro elemento è la grande attenzione per il cibo e le bevande: “È il mio obiettivo: seppellire le cose importanti in mezzo a tantissimi elementi inutili privi di reale significato. In questo modo non si riesce a capire se un punto della trama è davvero rilevante o no, fino a quando non lo diventa davvero ed emerge in modo evidente”. Poi lo spettatore sa già in partenza che il regista non ha nessun problema a mostrare scene di violenza e di carneficina. Una possibilità in più che rende la tensione e l’incertezza più alte.

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