Perché non vi piacete nelle fotografie? La risposta è tutta psicologica

Si tratta del "mere exposure effect", cioè l’abitudine a una particolare idea di se stessi che si forma con l’abitudine. E la maggior parte delle volte ci si guarda allo specchio, non nelle immagini. Questo spiega anche la diffusione dei selfie allo specchio

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Robyn BECK / AFP

20 Aprile Apr 2017 0820 20 aprile 2017 20 Aprile 2017 - 08:20

Non siete speciali se non vi piace farvi fotografare. Né siete ipercritici se non vi trovate abbastanza fotogenici. È proprio il contrario, perché il fenomeno è, di fatto, universale. E si spiega con facilità: è uno degli effetti della “semplice esposizione”, o mere exposure effect.

Si tratta di un fenomeno psicologico, indagato dall’inizio dell’800, e formalizzato dallo studioso americano Robert Zajonc (di origine polacca). Nei suoi esperimenti aveva notato che, esponendo i soggetti a uno stimolo familiare, questo veniva accolto in modo più positivo rispetto a stimoli non conosciuti. Le sue ricerche andranno anche più lontano, fino a teorizzare che le decisioni prese in reazione a uno stimolo siano addirittura anteriori alla coscienza dello stimolo stesso, che viene poi “riconosciuto” e razionalizzato per armonizzarsi alla decisione presa. Ebbene, questo è troppo elevato per LinkPop, che si accontenta di sancire un principio: più si vede una cosa, più ci si abitua e la si apprezza. Vale anche e soprattutto per la propria immagine.

Tutti hanno costruito l’idea del proprio aspetto guardandosi allo specchio. Lo si impara a memoria, ci si identifica, ci si riconosce. Eppure è l’esatto rovescio (grazie mille) di ciò che appare nelle fotografie, che è anche il modo in cui si viene visti dagli altri. Non sorprende, di conseguenza, che in uno scatto di gruppo, l’unico volto che stona è il proprio.

È un fenomeno comune, vale per tutti. La stessa Scarlett Johansson si vede allo specchio in modo diverso e, di fronte alle fotografie, si sorprenderà ogni volta (anche se, certo, ormai si sarà abituata anche a quello reale, sempre per il mere exposure effect).

(Questa è la Scarlett che vediamo noi)

(E questa è la Scarlett per come si vede lei. Notevole, eh?)

È anche una spiegazione per un fenomeno sempre più diffuso, cioè il “selfie allo specchio”. Nel tentativo di trasmettere sui social l’immagine di sé ritenuta migliore, in modo inconsapevole si utilizza quella che si vede sempre allo specchio. Ci si è abituati, sembra più bella. Ma sugli altri, sempre distratti nei confronti del prossimo, non fa poi questo grande effetto.

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