Un vaccino contro la sfiducia, ecco cosa serve all’Italia

Dai politici ai medici, dagli economisti ai poliziotti: in Italia non ci fidiamo più di nessuno. E se fosse proprio questa la causa di tutti i nostri guai?

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Yasuyoshi Chiba / AFP

20 Aprile Apr 2017 1110 20 aprile 2017 20 Aprile 2017 - 11:10

Un paio di giorni fa, Alessandro Di Battista, presentando il programma di politica estera dei Cinque Stelle ha lodato il movimento di cui fa parte perché - testuale - «sta portando al governo del Paese gente che mai nemmeno si è seduta in un consiglio comunale». L’ha detto sapendo di dire una cosa molto gradita alla popolazione italiana, che non ha la benché minima fiducia nei politici.

Un tempo nemmeno troppo lontano, parliamo di meno dieci anni fa, l’alternativa erano i tecnici, gli ottimati, i migliori nel loro campo. Oggi no, non si fida più nemmeno di quelli. Non degli economisti, incapaci di predire la più grande crisi economica dell’ultimo secolo e di averla in qualche modo generata tessendo gli elogi della globalizzazione finanziaria e del libero mercato globale, che ha impoverito le classi medie occidentali. Non dei banchieri e delle banche, grandi o piccoli che siano, rei di aver venduto loro titoli spazzatura, di aver concesso credito alle persone sbagliate, di aver in definitiva bruciato i loro risparmi.

Ancora: non dei giornalisti, dei giornali e dei media in generale, che hanno sicuramente nascosto chissà quante verità e quante ancora pronti a nasconderne in futuro, essendo alla mercé di poteri più grandi di loro. Non di quei poteri, quindi, siano essi l’esercito o la cupola finanziaria o chissà quale sovrastruttura che cospira e complotta alle nostre spalle, simulando attentati da migliaia di morti per giustificare una legittima risposta militare o lambiccandosi in progetti di geoingegneria climatica usando ignari piloti di linea.

Meglio fare di testa propria. Meglio scegliere tra la gente comune chi deve guidare il Paese, perché uno vale l’altro, pardon uno vale uno. Meglio ascoltare le ricette economiche di chi si è laureato all’università della vita. Meglio tenere i soldi sotto il materasso. Meglio informarsi su Facebook. Meglio cercare la diagnosi al proprio mal di testa su Google

A questo punto, però, perché fidarsi dei medici al soldo di big pharma, dei vaccini che prescrivono, delle loro cure, dei loro metodi di combattere la proliferazione delle cellule tumorali, quando basta un po’ di aloe o di bicarbonato? E perché fidarsi dell’innovazione tecnologica in generale, visto che sinora ha portato solo guai? E perché dovremmo fidarci degli insegnanti e dei loro programmi formativi, che prevedono, ad esempio, che ci si debba esercitare pure durante i tre mesi di vacanze estive? Perché dei giovani, troppo giovani e inesperti per assumersi delle responsabilità? O dei vecchi, che sono troppo compromessi e del futuro non gliene frega nulla?

Meglio fare di testa propria. Meglio scegliere tra la gente comune chi deve guidare il Paese, perché uno vale l’altro, pardon uno vale uno. Meglio ascoltare le ricette economiche di chi si è laureato all'università della vita. Meglio tenere i soldi sotto il materasso o portarli fuori dall’Italia. Meglio informarsi su Facebook. Meglio cercare la diagnosi al proprio mal di testa su Google. Meglio proibire l’innovazione. Meglio insegnare ai figli che maestri e professori non contano nulla. Meglio mettersi una pistola sotto il cuscino o un fucile a canne mozze sotto al bancone del bar, che è fuori moda pure fidarsi delle forze dell’ordine. Tanto più con tutti questi stranieri in giro, che se nemmeno ci si fida più del vicino di casa, italiano da dieci generazioni, figurarsi se ci si fida di loro.

Poi però ci si lamenta che nessuno investe più in Italia. Che chi ci rappresenta non conta nulla, in Europa e nel mondo. Che non si riesce più a distinguere una notizia vera da una bufala. Che morbillo e meningite tornano a essere malattie che uccidono. Che i colossi tecnologici sono tutti americani e vengono qui in Europa a distruggere mercati e a eludere il fisco. Che i nostri bambini sono sempre più deresponsabilizzati e indolenti. Che appena sono bravi se ne scappano dall’Italia perché qui nessuno li vuole. Che nessuno si fida più di nessuno. Che, diavolo di un big pharma, il vaccino contro l’epidemia di sfiducia di cui è vittima l’Italia ancora non l’ha inventato nessuno.

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