Walter e Virginia, la vera storia d’amore finita col naufragio del Titanic

Non sono come i protagonisti del film, Rose e Jack, ma hanno avuto una vicenda simile. I due, ricchi e sposati, stavano tornando negli Usa dopo la luna di miele. Solo la donna riuscì a salvarsi. Come nel film, la nave si portò a fondo anche una valigia con i loro gioielli

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JORGE GUERRERO / AFP

20 Aprile Apr 2017 1140 20 aprile 2017 20 Aprile 2017 - 11:40

Un gioiello perduto nell’Oceano, una storia d’amore finita male, un naufragio. Sono gli ingredienti del film Titanic, di Peter Cameron, grande epopea d’amore e di lacrime pre-adolescenziali. Pochi sanno che la storia tra Rose e Jack, anche se in termini meno romanzati, era avvenuta davvero e riguardava la coppia di Virginia e Walter Clark.

A differenza dei due protagonisti, non si trattava di una coppietta inter-classista occasionale da crociera. I due erano sposati, si trovavano in Europa per la luna di miele (posticipata), e avevano pensato di tornare in anticipo negli Usa per assistere al secondo compleanno del loro figlio. Quale migliore occasione se non prendere lo storico transatlantico, con una cabina di prima classe, e guardare il mondo e il mare passare accanto a sé.

Il viaggio non fu mai completato. Come nella storia tra Rose e Jack, solo la donna si salvò. Quando la nave colpì l’iceberg, Walter era seduto a giocare a un tavolo del casinò. Per questo motivo nella valigia, ritrovata dai sommozzatori a distanza di anni, c’era un lucchetto, di proprietà della donna, alcuni gemelli e delle fiches da gioco. La coppia, presa dalla fretta, aveva buttato dentro ciò che capitava. Poi Walter accompagnò la moglie sul ponte, la fece salire sulla scialuppa numero 4. Lui non riuscì a salire.

“La barca doveva abbassarsi e raccogliere più persone, ma non poteva prendere passeggeri dalla porta della passerella”, spiega Alexandra Kligelhofer, vicepresidente delle collezioni per le Premier Exhibition, un museo che commemora il tragico fatto con una mostra a Las Vegas. “C’era ancora spazio sulla barca, per cui è ragionevole pensare che ci fosse un angolino anche per il signor Clark. Ma le cose andarono in modo diverso”.

La donna, alla fine, riuscì a salvarsi. Aveva 26 al momento dell’incidente, ma da quel momento non riuscì più a parlarne. Solo il fratello spiegherà che “le impressioni rimaste nella sua mente le rendevano impossibile ritornare su quei momenti”. Morirà nel 1958. La sua valigia, con dentro il lucchetto (come quella di Rose), finirà in fondo al mare, insieme alla nave e a centinaia di persone disgraziate. Solo i sommozzatori andranno a recuperare quei preziosi, ritrovando anche una storia rimasta taciuta.

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