Attenzione alle commissioni, il lato opaco dei fondi a scadenza

I fondi a scadenza a finestra di collocamento sono il prodotto che sta trainando la raccolta dei fondi italiani. Ma il meccanismo con cui vengono applicate le commissioni è poco trasparente, perché permette di mascherare i costi agli occhi dell’investitore

Scorcio Wall Street

(DREW ANGERER / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / AFP)

21 Aprile Apr 2017 1535 21 aprile 2017 21 Aprile 2017 - 15:35
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Anche nel 2016 i fondi a scadenza a finestra di collocamento sono il prodotto che sta trainando la raccolta dei fondi italiani. Ormai un quarto degli asset gestiti dai fondi comuni italiani era affidato a gestioni che ricadevano sotto questa categoria. Questi prodotti hanno la caratteristica di avere una data di scadenza prefissata, di poter essere sottoscritti solo durante un periodo limitato e di garantire, nella maggior parte dei casi, il pagamento di una cedola. Promettono una strategia di investimento che riduca la componente di rischio in modo graduale man mano si avvicini la data di scadenza.

Nonostante il loro successo, però, facendo un’analisi approfondita dell’anatomia di questi strumenti, emergono purtroppo numerose inefficienze per i risparmiatori.

Se vogliamo, il successo dei fondi a scadenza è un caso paradigmatico di tutte le principali contraddizioni dell’industria del risparmio gestito italiano. Le necessità economiche dell’industria vengono spesso soddisfatte creando prodotti con caratteristiche pensate più per avere un appeal commerciale che per i vantaggi che possono offrire all’investitore. Perché si parla di poca trasparenza? Per il modo in cui vengono applicate le commissioni. Un ebook di Moneyfarm spiega il meccanismo.

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