L’intelligenza artificiale di Google che trasforma i vostri scarabocchi in mezzi capolavori

Basta fare uno scarabocchio con il mouse e il nuovo strumento di Google, chiamato AutoDraw, vi suggerirà di trasformarlo in un disegno decente. Può sembrare una sciocchezza ma è il frutto di un lungo studio sull’intelligenza artificiale. E Google non è sola in queste ricerche

Google Autodraw
22 Aprile Apr 2017 0830 22 aprile 2017 22 Aprile 2017 - 08:30
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Non dovete più temere che i vostri disegni siano terribili, perché le reti neurali di Google possono coprirvi le spalle – almeno in alcune occasioni.

La società ha da poco presentato il nuovo strumento di nome AutoDraw, una sorta di Microsoft Paint che, al di sotto della sua interfaccia apparentemente semplice, cela un imponente cervello sintetico. È sufficiente disegnare qualche scarabocchio controllando il rudimentale strumento penna con il vostro mouse o touchpad, ed ecco che l’app vi offre una lista di possibili immagini che, secondo la sua intelligenza artificiale, potrebbero corrispondere con quello che state cercando di disegnare; selezionate una delle immagini e il vostro scarabocchio verrà sostituito con un’immagine creata da persone veramente in grado di disegnare.

Il software si basa sulla tecnologia che sta alla base del precedente esperimento di Google, Quick, Draw! Si trattava di un gioco che consisteva nel disegnare oggetti in 20 secondi mentre l’intelligenza artificiale per il riconoscimento delle figure cercava di identificarli. Un gioco semplice e divertente che mascherava una grande raccolta di dati da sottoporre agli algoritmi di Google. Con questi dati, ora, l’intelligenza artificiale di Google sembra uno strumento di suggerimenti più che un gioco.

Il tutto potrà sembrare una sciocchezza, ma la tecnologia alle spalle di questo nuovo strumento rientra nella lunga raccolta di progetti sostenuti per permettere ai computer di comprendere le variegate e complesse forme di comunicazione dell’essere umano.

Google non è certo la sola a cercare di superare questo scoglio (...)

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Il tutto potrà sembrare una sciocchezza, ma la tecnologia di nuovo strumento rientra nella lunga raccolta di progetti sostenuti per permettere ai computer di comprendere le variegate forme di comunicazione dell’essere umano

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