I Millennial al tempo della crisi: investire non è impossibile e conviene

La crisi e l’alta disoccupazione hanno reso estremamente prudente un’intera generazione di giovani. Tuttavia l’atteggiamento di rimandare il più avanti possibile gli investimenti non è la strada giusta da seguire

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(StartupStockPhotos / Pixabay)

28 Aprile Apr 2017 1305 28 aprile 2017 28 Aprile 2017 - 13:05
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Scarsa partecipazione, poca propensione all'ottica di lungo periodo, bisogno di tecnologia e soprattutto ben poche risorse da mettere da parte. È la fotografia che contraddistingue il rapporto tra la generazione dei Millennial ed il mondo della finanza e degli investimenti. Ma avendo a disposizione sufficienti risorse, cosa farebbero i giovani di oggi? Secondo un'indagine dell'istituto di ricerca Demia, avendo più risorse a disposizione il 48% del campione tra i 16-17 anni acquisterebbe beni di consumo, il 64% del campione tra i 18 e i 24 anni ne farebbe uso per mettere sù casa, mentre il 59% tra i 25 e 34 anni risparmierebbe per proteggersi dagli imprevisti e per avere una previdenza integrativa. L’84% degli intervistati, infine, si è mostrato favorevole all'introduzione di programmi d’istruzione sui temi del risparmio e degli investimenti, promossi dallo Stato o dalla Scuola.

L’atteggiamento di prudenza è dominante, anche perché i Millennial sono rimasti “scottati” dagli effetti della recente crisi economica, un ricordo ancora vivo nelle loro menti e che continua a manifestarsi in un atteggiamento di avversione al rischio. Però attenzione: rimandare a domani quel che si potrebbe fare oggi non è di certo la strategia giusta per raggiungere i propri obiettivi di risparmio futuri. I Millennial hanno dalla loro parte una risorsa potentissima e molto spesso sottovalutata: il valore del tempo. Prima si inizia più ampio sarà l’orizzonte temporale d’investimento, con risvolti positivi in termini di somme accumulate.

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L’atteggiamento di prudenza è dominante, anche perché i Millennial sono rimasti “scottati” dagli effetti della recente crisi economica. Però attenzione: rimandare a domani quel che si potrebbe fare oggi non è di certo la strategia giusta per raggiungere i propri obiettivi di risparmio futuri

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