Altro che generazione Erasmus: i giovani cominciano a odiare l’Europa (soprattutto in Italia e in Francia)

In Italia i giovani votano Cinque Stelle e gli anziani stanno con Renzi. In Francia, chi votava per la prima volta ha scelto Melenchon e Le Pen, non Macron. E se i millennial fossero meno cosmopoliti di quanto pensiamo?

Giovani
4 Maggio Mag 2017 1059 04 maggio 2017 4 Maggio 2017 - 10:59

Due indizi forse non fanno una prova, ma perlomeno smontano il dogma del giovane cosmopolita e metropolitano che vuole vivere in un mondo senza confini. Dogma, questo, cui abbiamo dedicato i peana nei giorni della Brexit: con i vecchi campagnoli senza cuore che rubano il futuro ai loro nipoti. E ancora, la stessa solfa, con la vittoria di Trump e della retro-america, contro le coste giovani e cosmopolite che sognavano una donna presidente (perdendo tuttavia il 5% dei consensi tra il 2012 e il 2016, tra i 18-29enni)

Qualcosa bolle in pentola e bisognerebbe cominciare a osservarlo con attenzione. Non fosse altro per il fatto che a sostenere Matteo Renzi sono soprattutto gli over 65, mentre i giovani sono in larghissima parte elettori del Movimento Cinque Stelle. E che Emmanuel Macron in Francia, a dispetto della sua giovane età, si è classificato al terzo posto, dietro a Melenchon e Le Pen, tra i giovani che votavano per la prima volta.

Ci piacerebbe fosse così sempre e ovunque. Se non altro per poterci raccontare di un mondo - via, un occidente - che evolve naturalmente verso un futuro più aperto liberale. Certo, i dati suggeriscono ancora che l’euroscetticismo e il nazionalismo sono molto più forti tra le persone anziane. Ma qualcosa bolle in pentola e bisognerebbe cominciare a osservarlo con attenzione. Non fosse altro per il fatto che a sostenere Matteo Renzi alle ultime primarie del Partito Democratico - il più europeista dei candidati, ed è già questo tutto dire - sono soprattutto gli over 65, mentre i giovani sono in larghissima parte elettori del Movimento Cinque Stelle, a quanto pare pure con una spiccata tendenza al complottismo. E che Emmanuel Macron in Francia, a dispetto della sua giovane età, si è classificato al terzo posto, dietro a Melenchon e Le Pen tra i giovani che votavano per la prima volta.

Non sono fulmini a ciel sereno, questi. Un’indagine dell’Eurobarometro, lo scorso autunno rilevava che il 57% dei giovani europei si sente socialmente escluso, una percentuale che sale al 78% in Italia e al 66% in Francia. Eccezione che conferma la regola, la “solita” Germania, in cui solo il 27% dei giovani è insoddisfatto (e non a caso, la Merkel spopola tra gli elettori al primo voto).

Quanto questo possa incidere in quel che accadrà nel prossimo futuro tra Roma e Parigi è ancora tutto da vedere. Ma una cosa è certa: se l’Unione Europea perde il sostegno dei giovani, allora sono davvero guai.

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